Gdb cooperativa prende la parola riguardo alla questione sciopero Rossetto.

Scioperto Rossetto: la replica

In seguito alla protesta dei lavoratori tenutasi il 5 aprile al magazzino logistico di Rossetto a Mozzecane, e in riferimento a quanto già pubblicato su questo sito, risponde la cooperativa allora chiamata in causa dai lavoratori.

I lavoratori non Adl Cobas

Gdb cooperativa infatti precisa che a protestare era solo una parte dei lavoratori: “Davanti al magazzino erano 12 o 13. Gli altri erano a casa o nei nostri uffici a ringraziarci della possibilità che gli abbiamo dato”. La cooperativa specifica infatti che questi hanno scritto al Prefetto per chiedere un incontro con lui per tutelare il proprio posto di lavoro e allega a documentazione di ciò una lettera firmata il 12 marzo scorso da 23 lavoratori del magazzino di Mozzecane che si definiscono nella stessa “lavoratori non Adl Cobas” e che segnalano di essere preoccupati che i lavoratori Adl Cobas, ostacolando il regolare svolgimento del loro impiego, mettano a repentaglio anche il loro posto di lavoro.

La cooperativa

La cooperativa dà la propria versione dei fatti anche su altri punti: “I lavoratori da cui la vertenza è partita erano 10-12 di cui non abbiamo ancora ricevuto le tessere sindacali come richiesto all’avvocato Malesani parecchie volte e non è stato un anno fa ma circa 7-8 mesi”. Anche sui provvedimenti disciplinari la versione è discrepante: “Le raccomandate disciplinari erano inviate per comportamenti pericolosi (dormire sui bancali, pressioni sui colleghi No Cobas) e non avevano nulla a che vedere con gli scioperi”.

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Infine sugli accordi di volta in volta discussi in merito al contratto la cooperativa specifica che la mediazione del prefetto ha portato a “un aumento ancora maggiore del salario che non è stato però mai sottoscritto da Cobas perché richiedeva un minimo di lavoro come sostenuto ed approvato anche dal prefetto. Il periodo per riparlare del contratto era previsto inoltre per la fine dell’anno solare e non a fine giugno”.