Il Festival della bellezza oggi prosegue con due appuntamenti dedicati all’arte.

Daverio e Bonito Oliva al Festival della bellezza

Oggi, martedì 5 giugno alle 18.30, al Giardino Giusti Achille Bonito Oliva inaugura la giornata dedicata ai grandi critici d’arte con “Avanguardie e Transavanguardia”: un viaggio nell’arte degli anni ’60 ’70, in cui racconta la Transavanguardia in riferimento alle avanguardie di inizio secolo.
Dal Dadaismo al Futurismo al Surrealismo le avanguardie segnano il passo artistico del Novecento grazie ad artisti e critici d’arte che hanno saputo teorizzare e indirizzare le correnti, a volte battezzandole come negli anni 70 con la Transavanguardia, tracciando la mappa del nomadismo artistico nel recupero di forme espressive della tradizione oltre il linguaggio astratto-concettuale. Dialoga Gaia Guarienti.

Il programma della giornata prosegue alle 21.30 con Vivaldi, Dante, Giotto, capostipiti dell’arte moderna: tre grandi genti della cultura italiana al centro della narrazione teatrale di Philippe Daverio, al Teatro Romano di Verona per il Festival della Bellezza.
Il “più sovrano maestro in dipintura” e le sue pareti tridimensionali, il Poeta sommo e fuggiasco “miglior fabbro” della lingua, lo spettacolare Prete Rosso reinventore del concerto – il solista passa la palla per riprenderla al volo.
La creazione di architetture immense e inesplorate getta fondamenta da lì in poi irrinunciabili.
Lo sconsiderato ardire di tre geni italici promuove il canone espressivo dell’intera cultura in cui viviamo.
Interventi musicali di Eleuteria (violoncello).

Achille Bonito Oliva

Critico e intellettuale che più ha influenzato la scena dell’arte italiana contemporanea, inizia il suo percorso artistico come poeta partecipando alle ricerche del Gruppo 63 con i suoi primi libri di poesia, Made in mater del 1967 e Fiction poems del 1968, mostrando quella trasversalità creativa che caratterizza la sua attività. Nel 1970 si approccia all’Arte povera organizzando a Roma la mostra Vitalità del negativo, mettendo in contatto e a confronto artisti come Jannis Kounellis e Michelangelo Pistoletto, e introduce una riflessione che getta un ponte tra l’eredità culturale del
passato e le avanguardie del nuovo decennio. Nel 1976 pubblica due opere che esprimono le sue idee e i suoi interessi di critico: L’ideologia del traditore. Arte, maniera, manierismo e Europe/America. The different avant- gardes. L’anno successivo pubblica Autocritico automobile attraverso le avanguardie, nel 1978 Passo dello strabismo. Sulle arti e nel 1980 Autonomia e creatività della critica e La Transavanguardia italiana, opera che fonda quel movimento artistico.

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Convinto che il critico d’arte sia tenuto a proporre un modello creativo e non solo a recensire le opere d’arte, si pone come mediatore tra artista e pubblico e anche come fautore di una poetica, scopritore e organizzatore di correnti artistiche. È autore di molti testi e cataloghi di artisti internazionali che tracciano la geografia artistica contemporanea dagli anni ‘70; l’ultima sua pubblicazione è Lezione di boxe. Dieci round sull’arte contemporanea. Insegna Storia dell’arte contemporanea alla Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza. Nel 1993 è curatore della Biennale di Venezia. Dal febbraio 2014 conduce la trasmissione Fuori quadro su Rai 3.

Festival della bellezza oggi è protagonista l'arte
Achille Bonito Oliva

Philippe Daverio

Istrionico, intuitivo, di grande cultura e personalità, è il più estroso e originale storico e critico d’arte, con una capacità di connessione tra i diversi ambiti culturali senza eguali nel panorama contemporaneo.
Nato in Alsazia, dopo il baccalaureato francese compie gli studi alla Bocconi. Mercante d’arte, fonda e dirige gallerie a Milano e New York ed è editore di libri di critica e documentazione artistica. Assessore alla cultura del Comune di Milano dal 1993 al 1997, promuove mostre di grande successo.
Collaboratore di numerose riviste, direttore di Art e dossier, scrive per il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Tra le sue pubblicazioni: Arte stupefacente: da Dada alla Cracking art; Il design nato a Milano: storia di ragazzi di buona famiglia; Il museo immaginato; Il secolo lungo della modernità; Guardar lontano Veder vicino; il secolo spezzato delle avanguardie; Il gioco della pittura.

Nel 2016 pubblica Le Stanze dell’armonia. Nei musei dove l’Europa era già unita, nel 2017 Ho finalmente capito l’Italia.
Dopo esser stato inviato della trasmissione Art’è e conduttore di Art.tu, per dieci anni su Rai 3 è ideatore e conduttore della trasmissione Passepartout, brillante format di successo sull’arte, la storia e l’antropologia culturale. Ha condotto anche Emporio Daverio su Rai 5 e Il Capitale di Philippe Daverio su Rai 3.
Docente di Disegno Industriale all’università di Firenze, ha fondato il movimento d’opinione “Save Italy”, per sensibilizzare alla tutela del patrimonio culturale italiano. Dal 2014 è direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.

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Philippe Daverio