In Veneto e in provincia di Verona metà della superficie agricola utilizzata dalle aziende è in affitto. A dirlo sono i dati del Rapporto Istat del 2016 relativi all’affittanza agraria, che segnalano come nel periodo 2000 – 2016 la superficie agricola utilizzata (Sau) in affitto a livello nazionale abbia registrato un notevole aumento, passando da 3 milioni di ettari a 5,8 milioni, pari a oltre il 45% della superficie agricola totale, con un aumento quindi di oltre il 90%. Una percentuale che per quanto riguarda il Veneto sale al 50,7% della superficie agricola totale, con un balzo pari al doppio rispetto al 24,8% del 2000. Numeri che rispecchiano la situazione anche del territorio veronese.

I dettagli

Nei dettagli, in Veneto la superficie in affitto è pari a 396.247 ettari su 781.633 totali. Al Nord fanno meglio solo il Piemonte con 607.356 ettari di superficie in affitto (63% sul totale) e la Lombardia con 596.000 ettari (62%), ma nella top ten si collocano anche la Sicilia (598.018 ettari, 41,5%), la Sardegna (553.292 ettari, 46,5%), l’Emilia Romagna (544.407, 50,3%) e la Puglia (428.614, 33,3%).

“I dati rilevano un aumento importante della superficie media aziendale”

“I dati rilevano un aumento importante della superficie media aziendale, favorita sicuramente dallo strumento dell’affitto, che ha permesso alle aziende di crescere – sottolinea Rinaldo Ferrini Portalupi, presidente del sindacato della proprietà fondiaria concessa in affitto di Confagricoltura Verona -. Il costo della terra è sempre elevato, la possibilità di crescere attraverso l’acquisto è limitata e quindi l’affitto agrario permette di rendere disponibile la terra alle aziende agricole a fronte di un canone, evitando forti esposizioni per l’acquisto e consentendo invece che le risorse aziendali vengano dirottate a investimenti funzionali all’attività agricola. L’impennata nelle affittanze è stata favorita senz’altro dal patto in deroga, strumento flessibile e funzionale che ha reso più semplice rispetto a prima il contratto tra le parti. Negli ultimi 20 anni i contenziosi si sono quasi azzerati e inoltre le aziende, grazie al contratto d’affitto, possono accedere alle misure previste dallapolitica agricola europea, nazionale e regionale”.

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Uno strumento duttile per rendere disponibile la terra

L’istituto dell’affitto si conferma quindi lo strumento più duttile per rendere disponibile la terra alle aziende agricole e un elemento essenziale per la competitività, la valorizzazione del patrimonio fondiario e lo sviluppo dell’agricoltura italiana. Una strada fondamentale per rendere accessibile l’agricoltura anche alle giovani generazioni. “Nel prossimo futuro andrà potenziato il rapporto sinergico tra proprietà fondiaria e conduttrice – rimarca Ferrini Portalupi -, che potrebbe dare un ulteriore incentivo allo sviluppo dell’impresa agricola”. L’affitto nel Veronese è diffuso ovunque, dalla pianura alla montagna, ma i valori sono diversi a seconda della collocazione geografica e del pregio colturale. Si può partire da 200 euro a campo (3.000 metri quadrati) nel Basso veronese e arrivare a oltre 2.000 euro stagionali a campo nella zona del Valpolicella.