Al via i saldi, ma anche le multe. Sono dodici in negozi già multati in centro e 3mila i profili sociale per le vendite anticipate.

I furbetti dei saldi

Li chiamano i “furbetti” dei saldi, quelli che sperano di aggirare le date ufficiali e iniziare “sottobanco” le svendite di fine stagione, in anticipo. All’interno dei negozi ma anche tramite social. Ben 12 esercizi commerciali, di abbigliamento, calzature e merce stagionale, sono stati multati nei giorni scorsi dalla Polizia municipale tra il centro storico e Veronetta. Sono invece oltre 3 mila i profili social scoperti dagli agenti che, negli ultimi mesi, annunciavano sconti da capogiro.

Sconti irregolari

“Dal blackfriday ad oggi c’è chi ha continuato a pubblicizzare sconti irregolari – spiega il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura -. I controlli, fatti in applicazione delle norme in vigore, sono importanti per tutelare gli acquirenti e garantire la corretta concorrenza tra esercizi commerciali. Purtroppo, secondo la legge, sia nazionale che regionale, non sono ancora perseguibili tutti quei negozi che utilizzano i social per applicare sconti fuori dai periodi stabiliti”.

L’inizio ufficiale è il 5 gennaio

I saldi invernali, che partiranno anche a Verona domani sabato 5 gennaio, riguardano tutte le merci a carattere stagionale, suscettibili di notevole deprezzamento proprio perché di “fine stagione”. Sono le norme nazionali e regionali a stabilire di anno in anno i periodi entro i quali possono svolgersi le svendite, per questo inverno fino al 28 febbraio. La Polizia Municipale ricorda che le merci scontate devono essere separate da quelle non in svendita presenti in negozio; devono avere un cartellino indicante il prezzo pieno, la percentuale di sconto e il costo finale; devono essere pubblicizzate come saldi o vendite di fine stagione. Lo scontrino garantisce al consumatore di provare l’acquisto e di esercitare ogni suo diritto.

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Si può provare, cambiare e pagare con le carte

È obbligatorio per gli esercizi commerciali, come durante il resto dell’anno emettere ricevuta, sostituire le merci difettate (a meno che non siano scontate proprio perché dichiarate “difettose”), dare la garanzia là dove prevista. Quando il capo non è conforme o difettato il venditore è invece obbligato a ripararlo o sostituirlo. Nel caso ciò risulti impossibile il consumatore ha diritto alla riduzione del prezzo o alla restituzione di quanto pagato. Il vizio del capo deve essere denunciato entro 60 giorni dalla data nel quale viene scoperto.

L’abbigliamento in saldo si può indossare per prova taglia e pagare con carta di credito o bancomat, nei negozi che normalmente accettano questo tipo di pagamento ed espongono i relativi loghi. Non è perciò lecita la dicitura “sulle merci a saldo non viene accettata la carta di credito” e simili.

 

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