Inizio della stagione di caccia subito tragica oltre che per gli animali anche per gli umani. Sabato 21 settembre gli animalisti manifesteranno a Milano.

Al via la stagione di caccia: animalisti in piazza a Milano

Inizio della stagione di caccia subito tragica oltre che per gli animali anche per gli umani. Durante il primo giorno di caccia, il 15 settembre, si contano già 2 morti e 2 feriti gravi. Il primo incidente a Pedrinate a pochi passi dal confine varesino con la Svizzera, qui un 50enne svizzero è stato ucciso da un colpo di fucile sparato da un suo compagno di caccia. Il secondo morto nei boschi di Sorico a cavallo tra le provincie di Sondrio e Como: un 53enne valtellinese si è calato in un dirupo per recuperare un cervo abbattuto e cadendo è stato schiacciato dallo stesso cervo contro la roccia perdendo la vita. Un suo amico che era a caccia con lui, 61 anni, è rimasto ferito in modo grave. Nei giorni scorsi in Sardegna in una località della Gallura un uomo che passeggiava nei boschi è stato gravemente ferito da un colpo partito dal fucile di un bracconiere che stava appostato per sparare ai cinghiali.

“Iniziamo bene- sottolinea Lorenzo Croce presidente di Aidaa-Italiambiente– si tratta di situazioni tra loro diverse, ma alla fine il conto è salato due persone hanno perso la vita e due sono state ferite gravemente, e siamo solo alla fine del primo giorno”.

Ecco gli animali che si possono cacciare:

Specie cacciabili dal 15 settembre 2019 al 30 settembre 2019: Tortora.

Specie cacciabili dal 2 ottobre al 31 ottobre 2019: Combattente.

Specie cacciabili dal 15 settembre 2019 al 30 dicembre 2019: Starna, Fagiano, Quaglia, Coniglio selvatico.

Specie cacciabili dal 2 ottobre 2019 al 30 dicembre 2019: Allodola.

Specie cacciabili dal 15 settembre 2019 al 15 dicembre 2019: Merlo.

Specie cacciabili dal 15 settembre 2019 al 20 gennaio 2020: Beccaccia, Tordo bottaccio.

Specie cacciabili dal 15 settembre 2019 all’ 12 gennaio 2020: Ghiandaia, Gazza, Cornacchia nera, Cornacchia grigia.

Specie cacciabili dal 15 settembre 2019 al 30 gennaio 2020: Germano reale, Folaga, Gallinella d’acqua, Alzavola, Mestolone, Moriglione, Canapiglia, Porciglione, Fischione, Codone, Marzaiola, Beccaccino, Frullino, Pavoncella, Cesena, Tordo Sassello, Volpe.

Specie cacciabile dal 15 settembre 2019 al 16 gennaio 2020: Colombaccio

Specie cacciabile dal 2 ottobre 2019 al 20 gennaio 2020: Moretta

Specie cacciabile dal 15 settembre 2019 al 30 novembre 2019: Lepre europea

Specie cacciabili dal 2 ottobre al 30 novembre 2019, esclusivamente sulla base di piani di prelievo numerici formulati sulla base di censimenti specifici: Lepre bianca, Pernice bianca, Fagiano di monte, Coturnice

Leggi anche:  Limitazioni strada provinciale a Rivoli Veronese

Nemmeno Bambi si salva…

La caccia agli ungulati poligastrici appartenenti alle specie Daino (Dama dama), Camoscio alpino (Rupicapra rupicapra), Capriolo (Capreolus capreolus), Cervo (Cervus elaphus), Muflone (Ovis musimon) è autorizzata e regolamentata dalle Province il cui territorio ricade interamente o in parte nella Zona faunistica delle Alpi, secondo le direttive approvate dalla Giunta regionale con specifico provvedimento avuto riguardo alla caccia di selezione nonché sentito l’ISPRA per quanto concerne l’eventuale forma non selettiva (caccia tradizionale) e l’eventuale utilizzo del cane segugio.

La rabbia degli animalisti: in piazza a Milano

Sabato 21 settembre, dalle 14.30 alle 17.30, le associazioni LAC, LAV, CABS, LIPU, ENPA,WWF saranno a Milano, dove daranno vita a un presidio contro la caccia in piazza Duca d’Aosta-Palazzo Pirelli (Stazione Centrale). Una protesta pacifica, ma severa, contro i pessimi provvedimenti della regione Lombardia, tra cui l’autorizzazione alla cattura dei piccoli uccelli migratori da usare come richiami vivi.

Lombardia: maglia nera per la deregulation venatoria

La Regione Lombardia, infatti, vince quest’anno la “maglia nera” per la deregulation venatoria in Italia: il “calendario venatorio” lombardo è stato emanato con una legge regionale e non con un atto amministrativo, espediente del tutto illegittimo che impedisce un qualsiasi ricorso diretto al TAR. In palese infrazione delle normative europee, la giunta regionale, con una delibera, riapre 24 luoghi dell’orrore a Brescia, Bergamo e Lecco per imprigionare ufficialmente 12.700 tra merli, tordi bottaccio, tordi sassello e cesene. Un atto gravissimo, adottato in violazione della normativa nazionale e, come detto, comunitaria, che ha già incontrato i pareri negativi di Ispra e Ministero dell’Ambiente, e che ha spinto le nostre associazioni a trasmettere una denuncia alla Commissione Europea con richiesta di intervento urgente.

“Peraltro, si tratta dello stesso calendario venatorio approvato nel 2004 che sta andando avanti ad libitum, contro ogni regola scientifica e giuridica. – aggiungono le Associazioni – la Lombardia, inoltre, è priva di un piano faunistico venatorio, strumento obbligatorio per legge, indispensabile per una gestione faunistica su base regionale”.

Infine, la Regione Lombardia ha previsto la consueta caccia in deroga allo storno, iniziata il 1° settembre che, con il pretesto dei danni all’agricoltura, rappresenta un altro regalo ai cacciatori.

“Ma la vera aberrazione giuridica e scientifica è il tentativo di riapertura degli enormi impianti (roccoli) per la cattura di uccelli selvatici, da regalare ai cacciatori come richiami vivi” concludono le Associazioni.

Il presidio del 21 settembre si accompagna alla raccolta firme lanciata su Change.org per fermare la riapertura dei roccoli e la cattura di richiami vivi: https://www.change.org/p/no-alla-cattura-di-richiami-vivi-e-all-abbattimento-di-uccelli-protetti-in-lombardia