Approvata la Variante 23 che permetterà a centinaia di famiglie di effettuare i propri lavori edilizi.  L’urbanistica era ferma dal 2014.

Al via lo sblocco urbanistico in città

L’urbanistica in città è ferma dal 2014, con piccoli e grandi interventi di veronesi che attendono il via libera. La Variante 23, quindi, permetterà a centinaia di famiglie di effettuare i propri lavori edilizi, chiarendo, anche per gli insediamenti commerciali, gli interventi effettivamente realizzabili e quelli non ammessi. Da settembre, quando il provvedimento sarà approvato in Consiglio e, dopo 15 giorni di pubblicazione entrerà in vigore, i cittadini potranno dare finalmente il via ai lavori e le società programmare gli investimenti.

Esame in Consiglio ed emendamenti

Con la seduta di ieri sera si è conclusa la prima tornata consiliare sulla Variante 23. Una doppia convocazione di Consiglio, il 10 e il 12 luglio, che ha portato alla chiusura del dibatto e alla presentazione di 1535 emendamenti. Da oggi il lavoro passa agli uffici comunali, che dovranno esaminare e valutare ammissibilità o meno di tutti i documenti collegati. Dei 1535 emendamenti, a farla da padrone, come prevedibile, 1208 documenti a firma dei consiglieri dell’opposizione (733 del capogruppo di Verona in Comune Michele Bertucco, 266 del capogruppo Lista Tosi Falvio Tosi, 100 del Movimento 5 stelle e 89 del Pd). Dei 326 della maggioranza, invece, 255 sono a firma del capogruppo di Verona domani Marco Zandomeneghi. Punti di forza della Variante 23 Limitazione e delocalizzazione delle strutture commerciali, sia grandi che medie: rispetto alla prima versione, sono state eliminate 6 grandi strutture, tra cui quelle previste alla Cercola, alla Bassona e alla Spianà.

Tre le grandi strutture a cui è stata notevolmente ridotta la superficie commerciale: Rossetto (da 11.300 a 8.200 mq), Ex Tiberghien passa da 15.305 a 6000 mq, Ex tabacchi da 18.406 a 7000 mq. Diminuzione del 16,86 per cento del perimetro del centro urbano, in cui è possibile autorizzare la costruzione di nuovi centri commerciali, in attuazione alla normativa regionale di pianificazione delle aree destinate a strutture di vendita. Escluso da nuove costruzioni commerciali anche il centro urbano di Cadidavid, e parte della Bassona. Riduzione del 18 percento della superficie agricola da utilizzare per nuove edificazioni: la stima del consumo di SAU passa da 784.405 mq della vecchia variante a 645.245 della nuova versione, che preserva una notevole percentuale di territorio. Per le nuove costruzioni, inoltre, è stato reinserito il vincolo di utilizzo del contributo di sostenibilità per opere pubbliche al 100 per cento, anziché al 50. Prevista l’approvazione del Consiglio comunale dei progetti di servizi pubblici realizzati dai privati e destinati ad essere convenzionati, per una valutazione dell’interesse pubblico e non solo della conformità tecnica. Riduzione della nuova edificazione. Tra le schede ridotte e le schede cassate, la nuova edificazione è inferiore alla precedente variante 23, con una riduzione di 15.697 mq di edificato previsto. Un’inversione di tendenza nel senso che è la prima variante che riduce la nuova edificazione. Schede Norma eliminate: Palazzina, Ca dell’Orto, Cercola, Santa Maria in Stelle, Ex tiro al volo, Spianà golf, San Rocchetto, Tigli, Quinto. Verifica della legittimità degli edifici oggetto di recupero localizzato negli ambiti a parco agricolo, e successiva eliminazione di quelli che risultavano affetti da abuso. Delle 94 istanze presentate, 31 quelle approvate dalla precedente amministrazione. Di queste, dopo i controlli sull’abusivismo, solo 11 risultano legittime. A fare il punto della situazione, oggi in municipio, l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala.

“Non era scontato portare in aula a luglio la Variante 23, visto l’alto numero di provvedimenti in programma in Consiglio – spiega l’assessore –. Invece ci siamo riusciti e questo è motivo di grande soddisfazione per l’Amministrazione che, per settembre, farà entrare in vigore un nuovo strumento urbanistico atteso da 4 anni dalla città e di cui c’è molto bisogno. La Variante 23, infatti, contiene al suo interno tante modifiche sostanziali al Piano urbano, dalla nuova classificazione delle strutture commerciali, attesa dal 2012, alla correzione di errori cartografici e ancora, la verifica sulla possibilità di riclassificazione a residenziale degli edifici rustici sulle Torricelle e la riduzione dei metri quadri destinati a nuovo edificato per grandi superfici di vendita. Un restauro della prima versione già adottata nel 2017 che, invece di accogliere tutte le richieste presentate dai privati, tiene in considerazione le reali esigenze della città, con una forte riduzione dei centri commerciali ed una maggiore attenzione all’ambiente. Parliamo di un importante lavoro di rivalutazione del futuro assetto urbano di Verona. Lo testimonia la forte partecipazione al cambiamento avuta da parte della città, con oltre 400 osservazione ricevute (nel 2017 ne erano pervenute 171) e l’alto numero di emendamenti presentati in Consiglio”.