È allerta peste suina africana tra le autorità veterinarie e gli allevatori di suini: a seguito del rinvenimento a metà settembre di cinghiali in Belgio colpiti dal virus letale della PSA, il ministero della Salute ha segnalato il rischio che focolai di peste suina africana possano interessare anche il territorio nazionale.

Caso sospetto nel bresciano

Un caso sospetto è stato riscontrato nel Bresciano, area ad alta densità suinicola. E anche il ministro per le politiche agricole Gianmarco Centinaio ha subito invitato ad innalzare il livello di attenzione e dato avvio a campagne informative e ad un tavolo tecnico di monitoraggio e gestione di eventuali focolai.

Il virus si diffonde con i cinghiali selvatici

In Veneto per ora non registriamo segnalazioni relative alla febbre letale per i suini ma poiché il virus si diffonde principalmente attraverso i cinghiali selvatici, è opportuno adottare tutte le misure di precauzione e intensificare al massimo la vigilanza venatoria.

Regione Veneto ha coinvolti diversi uffici

La Regione Veneto ha già coinvolto gli Uffici caccia e il personale di vigilanza venatoria delle Province e della Città metropolitana, le guardie venatorie volontarie, i carabinieri del servizio forestale e tutte le associazioni venatorie del territorio regionale, perché ogni singolo operatore, nel proprio territorio di azione, agisca da ‘sentinella’ e segnali ai servizi veterinari competenti o all’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie eventuali rinvenimenti di cinghiali selvatici, così come eventuali immissioni abusive o comportamenti anomali di singoli capi.

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Senso di responsabilità da parte di tutti

Raccogliendo l’appello alla sorveglianza da parte dei ministeri della Salute e dell’Agricoltura, la Regione fa appello al senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti dal controllo e di quelli interessati all’attività venatoria nei confronti del cinghiale perché portino all’attenzione delle autorità veterinarie competenti ogni anomalia rilevata nel corso della loro attività: solo un intervento precoce e mirato può isolare il vettore del contagio e impedire il diffondersi di una epidemia letale per il comparto dei suidi, e per la quale non esistono né cure né vaccini.