Buona annata per le patate veronesi, che si prendono la rivincita rispetto a un 2017 che è stato caratterizzato da qualità e prezzi non soddisfacenti. La domanda, infatti, è molto alta sul mercato grazie a una carenza di prodotto pari a circa il 40% in Europa, che ha pagato lo scotto della siccità, e anche nel Sud Italia.

Prezzi in netta risalita

“Quest’anno siamo soddisfatti dall’andamento delle patate, che sono di buona qualità e sane – spiega Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona -, nonostante l’andamento climatico ci abbia costretto a seminare in ritardo di 15 giorni, condizionando le rese produttive. Poi però, anche grazie alle varietà tardive, siamo riusciti a recuperare, ottenendo una buona patata che è arrivata a produrre da 480 a 580 quintali a ettaro. Il problema degli elateridi, il cosiddetto ferretto che attacca le patate sottoterra, è stato molto meno incisivo, consentendo così di ottenere un buon prodotto che sul mercato viene quotato a oltre 20 centesimi il chilo, anche grazie alla carenza che si è registrata in Francia, Germania e Olanda. Un prezzo che, se si manterrà negli anni, consentirà di investire nella coltura, assicurando una buona redditività”.

Le varietà più diffuse nel veronese

Le varietà più diffuse nel Veronese sono la Agata e la Colomba, ma anche la Primura, la Cicero, la Monalisa, La Liseto, tipiche dell’area di Cologna Veneta famosa per il tubero dalla tipica colorazione giallo oro e la buccia chiara e liscia. Secondo i dati di Veneto Agricoltura, la superficie investita a patata in Veneto è salita nel 2017 a 2.900 ettari (+5% rispetto al 2016). Verona si conferma la prima provincia per investimenti a livello regionale (1.480 ettari, +12%), seguita da Vicenza (440 ettari,+7%) e Padova (400 ettari, +2%).