Casatonda: si apre il sipario su Villa Montinghel. Debutto per Casatonda, versione teatrale del romanzo postumo di Renato Zamperini.

L’appuntamento

Domenica 30 settembre, alle 16, la Villa Montinghel di Lazise ospita lo spettacolo “Casatonda”. L’ingresso sarà libero. Lo spettacolo, ispirato al romanzo postumo di Renato Zamperini, è stato riadattato dal Nicolò Sordo con la collaborazione di Andrea De Manincor ed Enrico Ferrari.

Attori, trama, regia

Il gruppo di attori, oltre ai tre che hanno lavorato al testo, prevede anche Sabrina Modenini, Giorgia Osimati e Rossella Terragnoli. Le musiche sono del pianista Roberto Zanetti, con Matteo Zanetti al violoncello e Federica Calzetti alla voce.

La trama di Casatonda è ambientata nella bassa mantovana e racconta la storia di Bono, un uomo inquieto, che deve fare i conti con il proprio passato e con la morte del padre. Zamperini, con estrema bravura, mostra come la tranquilla campagna può diventare sede di un giallo pieno di colpi di scena.

Nell’adattamento e nella regia non mancano i riferimenti a Don Camillo e Peppone, al teatro di Chechov e di Garcìa Lorca. L’idea è di restituire un quadro di gente di campagna, intrisa di surrealismo magico, divertimento e saggezza contadina.

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Nella poetica di Zamperini, la terra è una maestra di vita e nel prendersene cura individua una poetica religiosità.

 

Continua l’impegno di diffusione e valorizzazione dell’opera di Renato Zamperini, promossa dalla famiglia Zamperini e Giliola Zenari, presidente della L.A.E.L. Il primo evento è stato nel 2016, con lo spettacolo “Uomini Eccedenti”. Nell’anno successivo, l’iniziativa è proseguita con la lettura di poesie La “Stanza dei ogni” e lo spettacolo “Off Topic – Fora Tema”. Ora è arrivato il momento di Casatonda.

L’ispirazione di Nicolò

Nicolò Sordo, fin dall’inizio, ha curato drammaturgia e allestimenti: allievo del professore e giovane attore e drammaturgo, trova in Zamperini un’ispirazione e un punto di riferimento. Zamperini, oltre che professore e storico, è stato scrittore e poeta di altissimo livello, ma ancora poco conosciuto. Luciano Balzan, Ordinario di Filosofia Teoretica all’Università dell’Aquila, scrive, in prefazione alla raccolta di poesie Picco di Marea: “Lirica maturata in esperienze su molti
poeti della sua generazione che Renato Zamperini rielabora con esiti intensi e significativi”.

Continua il sogno di far arrivare Zamperini al grande pubblico.