Che fine ha fatto Alice nel paese delle meraviglie?  Evento speciale il 2 dicembre: Alice con la Testa nelle Meraviglie, storia di un’anziana bambina in scena all’Istituto Steeb.

L’appuntamento

Domenica 2 dicembre doppio spettacolo nell’auditorium dell’Istituto Anziani Don Steeb – S. Caterina, in via Don Carlo Steeb, 4, a Verona con Alice con la Testa nelle Meraviglie: alle 16 per gli ospiti della struttura e alle 17.45 aperto al pubblico, fino ad esaurimento posti. L’ingresso è gratuito.

Lo spettacolo è promosso dall’associazione Alzheimer Verona Onlus. Da un’idea del giovane drammaturgo e attore veronese Nicolò Sordo, un possibile sequel di Alice nel paese delle meraviglie, molti anni dopo. Alice con la Testa nelle Meraviglie è uno spettacolo immersivo e site-specific pensato, oltre che per un pubblico appassionato di teatro contemporaneo, per gli ospiti dell’Istituto Anziani.

Drammaturgia e allestimento

La drammaturgia e l’allestimento si sono sviluppati insieme alla scoperta dello spazio teatrale presente nell’Istituto, e i personaggi che sono in scena sembrano provenire non da un altro mondo “teatrale” ma dalle altre stanze della struttura. Si tratta quindi di un evento speciale e non ripetibile: una dedica all’età meravigliosa e controversa della vecchiaia.

Una nuova chiave di lettura

La fiaba di Carroll è sempre stata interpretata come il romanzo di formazione di un’adolescente, ma cosa succede se si pensa a essa anche come la metafora dell’epilogo di una vita? Alice non è più la bimba di Lewis Carroll, ma un’anziana signora che un tempo ha goduto di una certa celebrità per essere stata nel paese delle meraviglie. A prendersi cura di lei, Alfredo, il suo maggiordomo, e suo figlio, un prete anglicano (come lo era anche Carroll), che cerca di distrarla dal
pensiero fisso di tornare nel paese delle meraviglie, che per lui è solo una fantasia della madre.

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Ma quando è il paese delle meraviglie a cercare Alice, con l’arrivo del Cappellaio matto, le prospettive si ribaltano. Alice con la Testa nelle Meraviglie si interroga sul confine sottile tra realtà e sogno, tra chi è il sognato e chi il sognatore, in un gioco delle parti e degli specchi che mette in crisi i personaggi e la loro idea della verità e del tempo.

Un cast d’eccellenza

Per l’allestimento, Sordo ha radunato attorno a sé un cast di grande valore artistico: l’attore e regista Roberto Adriani, il mimo e disegnatore Sergio Bonometti, la danzatrice e coreografa Sabrina Campagna. Assistente alla creazione collettiva, l’attore e regista Enrico Ferrari. Tutti riuniti per regalare agli ospiti dell’Istituto don Carlo Steeb e al pubblico un momento di rara poesia.