Cibo, l’artista “anti odio” è un haters del web.

Smascherato il writer antiodio che odia chi non la pensa come lui

E’ balzato agli onori della cronaca per i suoi disegni “succulenti” con i quali era solito coprire svastiche o simboli di estrema destra. Il suo impegno antifascista lo aveva fatto conoscere in tutta la provincia tanto che i suoi graffiti si possono ammirare in diverse città veronesi.  “A Verona, il giovane artista e writer Pier Paolo Spinazzè da una quindicina di anni ripulisce i muri della città e della provincia da svastiche, croci celtiche e messaggi di odio” Rainews aveva descritto con queste parole l’operato del famoso Cibo.

Il messaggio anti odio

Come ha spiegato lo stesso Spinazzè in un’intervista, “non faccio politica ma un’azione semplice, di decoro anche perché amo il mio Paese e penso che le città siano dei grandi musei e per questo voglio che siano belle. Ho ricevuto, anche, molte minacce ma non mi fermano, anzi mi stanno motivando sempre di più, perché l’odio e la paura vanno combattuti con la cultura“. Questo il messaggio anti odio di Cibo che non mancava occasione di sottolineare il suo impegno contro ogni forma di violenza.

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La verità dei social

Ma nonostante il suo messaggio positivo Cibo non sembra essere esente da quell’odio che sui social circola latente. Su Mario Adinolfi scrisse: “Ma una raccolta soldi per rapire Adinolfi e dargli talmente tanti schiaffi da levarsi le impronte digitali? No?”. Anche Mario Giordano è finito nel suo mirino: “Qualcuno offre una grappa a Mario Giordano, magari torna in qua, gli viene una voce da maschio e smette di giocare al giornalaio”.

Tre anni fa, inoltre, il Cibo irrideva così Tiziana Cantone, la ragazza napoletana che si suicidò a seguito di un revenge porn: “Ma la finiamo con sta storia della violenza su internet? Se sei un perdente e ti suicidi sono forse cazzi miei? Se invii video porno ad amiche di merda, è un problema mio? Se non sei capace di reagire e ti deprimi, devo forse farmi carico io della tua inadeguatezza alla vita? Smettiamola giornalisti. Smettiamola. Ci sono notizie più importanti”.

Frasi che fanno discutere e che restituiscono un’immagine compromessa del giovane writer veronese.