Croce Bianca Verona, un solo obiettivo: essere d’aiuto a chi ha bisogno. L’associazione è l’unica in provincia ad avere una convenzione attiva per il trasporto dei neonati critici.

Croce Bianca Verona, un solo obiettivo: essere d’aiuto a chi ha bisogno

Croce Bianca Verona, radici forti e ali potenti. Da 40 anni si nutre della logica delle dono: essere a disposizione della comunità, senza aspettarsi nulla in cambio. Nati per aiutare. E’ questo lo spirito che anima i 320, tra soci e volontari che costituiscono l’Associazione di Pubblica Assistenza Volontaria, anche oggi, dove gli slanci verso il prossimo sono rari, dove l’individualismo mostra i muscoli, offrire tempo, impegno e professionalità 365 giorni l’anno H 24, a chi ha bisogno, per i 320 uomini e donne della Croce Bianca è semplicemente gratificante. Riconoscibili per la divisa arancione, conoscere ciò che fanno è riconoscere, anche per i più cinici per i più disincantati, che esistono risorse uniche e fondamentali, per ognuno di noi. Certo, nessuno ambisce a salire come paziente su una delle loro 7 ambulanze, nessuno anela ad essere trasferito per un urgenza al Pronto soccorso di un ospedale, ma, tutti direttamente o indirettamente lo abbiamo vissuto, e lo si vive quotidianamente.

Non solo urgenze

L’Associazione svolge servizi di trasporto sanitario come l’accompagnamento a visite distrettuali o di invalidità, ricoveri e dimissioni in convenzione con l’Ulss 9 Scaligera di Verona. I servizi erogati tramite, Trasporti Sanitari Verona, sono gratuiti. Diamo i numeri: nel 2018 la Croce Bianca ha svolto 5.415 servizi in convenzione con l’Ulss, 1.080 dimissioni, 303 quelli privati, 265 assistenze coperte, 35 i viaggi dell’ambulanza per il trasporto di organi. Da un anno la Croce Bianca fa parte di Uni.Ver. So. Unicum dell’associazione che ha sede nel cuore di Verona, piazza del Bacanal a San Zeno, l’ambulanza neonatale. «Siamo orgogliosi di questo servizio, in quanto essendo l’unica associazione convenzionata, rispondiamo alle richieste di tutto il territorio di Verona e Vicenza». Una «cicogna» con ruote e motore. Bambini che nascono prematuri, con criticità, neonati che devono essere trasferiti da un nosocomio all’altro, per i quali, il fattore tempo diventa fondamentale per la loro sopravvivenza, vengono accolti sull’ambulanza, predisposta per ospitare la culla termica e i medici che staranno loro accanto.

Ambulanza neonatale vicina alla pensione

Nel 2018 i viaggi della cicogna motorizzata sono stati 150. Ben 150 neonati hanno viaggiato dentro la sua pancia arrivando nelle mani di chi si è preso cura del loro diritto di vivere. Il fare del bene e farlo bene, ha le sue regole. Le ambulanze hanno una vita di 5 anni, a fine luglio di quest’anno, la neonatale andrà in pensione. E allora, cosa fare? Cosa possiamo fare? Semplice: diventare acquirenti di una nuova ambulanza. I volontari e il loro presidente ne parlano ad altezza uomo, guardando in faccia dalle pagine del nostro giornale i lettori. Una nuovo mezzo costa 80 mila euro, somma difficile per un singolo, facile, con l’unione di tutti. Non c’è limite minimo e nemmeno massimo per le donazioni, affermano i volontari, con il sorriso di chi è profondamente convinto che il bene, porta bene. Se state mettendo mano al portafoglio ma siete disorientati , eccovi le coordinate -bancarie-: Unicredit Banca spa Iban IT 89 L0200811717000005214111 Banca Popolare di Verona Iban IT82S0503411731000000001775, Banca Valsabbina Iban IT84C0511659771000000001775. Dopo l’acquisto, tutti sono convinti che ce la faranno, la nuova ambulanza neonatale verrà presentata alla comunità, uomini e donne che hanno sentito quel piacevole dovere di partecipare all’acquisto. Intanto, il lavoro dei volontari continua, lezioni teoriche e pratiche per accedere alla divisa e per continuare ad indossarla, il prossimo corso si aprirà a fine marzo a Parona. Medici, infermieri professionali, psicologi e avvocati costituiscono il corpo docente, dopo i mesi di preparazione con successivo esame di ammissione, ogni volontario accrescerà le conoscenze con tirocini pratica sul campo e corsi di aggiornamento. Nessuno parla di lavoro, «essere volontario è difficile da spiegare, le parole lo raccontano parzialmente, per capire bisogna provare».

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Il rapporto con gli Enti

Le istituzioni: Ulss 9, ospedali, comune di Verona, banche, fondazioni, enti che hanno a che fare con il terzo settore sono i territori scoperti dal nuovo corso della Croce Bianca. Il nuovo inizio è datato 2015 quando, all’unanimità è stato eletto presidente Pier Luigi Verga. 65 anni, tributarista esperto di riorganizzazione aziendale, pragmatico con una inclinazione alla precisione e una declinazione al volontariato incontrato più di 20 anni fa, lavora per unire la Croce Bianca alle diverse componenti del territorio. «Isolarsi senza connettersi con le istituzioni è infruttuoso, per entrambi».

Il presidente Verga

«La Croce Bianca è fatta di volontari preparati, di umanità, di dedizione, questi tratti si salvaguardano e si accrescono se l’associazione entra nel territorio e nelle istituzioni che lo rappresentano. Abbiamo 11 dipendenti; 10 autisti e una segretaria, 7 ambulanze e un’automedica, e un mezzo per gli interventi dedicati alla Protezione civile, 161 volontari operativi, un monte ore di formazione e di partecipazione importanti. Credenziali che ho voluto portare e porto al di fuori della sede». Quali sono le difficoltà? «Farsi aprire la porta, in certi ambienti è complesso ma se guardo al lavoro fatto in questi 4 anni non è impossibile. Ottime sono le relazioni con ospedali e Ulss 9, le convenzioni che abbiamo ottenuto sono il risultato della qualità della Croce Bianca. Con le banche e le fondazioni ci stiamo conoscendo, se prima eravamo perfetti sconosciuti, cercare anche quando non è immediato un incontro e un dialogo apre porte e opportunità. Anche con il comune di Verona, la questione che riguarda una nuova sede, è un dialogo aperto».

Servono sempre aiuti

Verga è un “mastino” non molla la presa, compresa quella della coscienza. «Il denaro che entra dalle convenzioni esce per le spese correnti dell’associazione, per questo oltre all’aiuto di coloro che ci sono è vicini con le donazioni, credo, sia opportuno quello di altre persone, quelle che rappresentano le istituzioni che le ho citato». Presidente lei è a fine mandato, a maggio si terranno le elezioni, – prima di finire la domanda un coro esclama: «sarà ancora lui!». «Se sarò riconfermato, continuerò su questa strada, quella della collaborazione, facendo conoscere la Croce Bianca in ogni suo singolo tratto, portando più soggetti a sentirla anche loro». Qualcosa di molto personale. «Da 5 anni non operiamo nell’urgenza, come nel caso di incidenti stradali, lavoriamo per cambiare questo stato dell’arte». Ce la farà? «Le risponderò in modo esaustivo quando potrò farlo». Qual è il suo compenso per il lavoro da presidente ? Si concede un sorriso, l’unico oltre a quello per la fotografia e poi risponde: «Nulla, sono un volontario».