Dimitri Angelini vince un match di boxe a mani nude in Inghilterra. La disciplina si chiama “Bare knuckle boxer” e risale a 200 anni fa.

Dimitri Angelini vince un match di boxe a mani nude in Inghilterra

Ha mandato ko l’avversario inglese in due round, aggiudicandosi il match e il merito di aver sconfitto un britannico a casa sua, nei pressi di Manchester. Dimitri Angelini, figura storica del kick boxing e K1 veronese, non sazio dei successi e delle soddisfazioni avute in carriera si è cimentato in questa nuova disciplina, Bare knuckle boxer, ossia l’antenata della boxe che si pratica senza guantoni.

Chi è Dimitri Angelini

Veronese, nato il 31 ottobre del 1985, è stato campione del mondo nel 2010 e ha collezionato anche i titoli che lui considera «minori» tra coppe provinciali e regionali. «Ho iniziato per gioco, perché era una mia sfida personale – ha raccontato Dimitri -. Fino ad allora sono sempre stato un ragazzo timido e introverso. Mi prendevano in giro a scuola, ma non è paragonabile al bullismo di oggi. Decisi di provare perché volevo un’altra strada per me, che non fosse come quella di tanta gente con la quale sono cresciuto che ora non c’è più oppure è in galera. Questo sport mi ha aiutato a scegliere chi essere».

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L’impegno con le scuole contro il bullismo

Non si tratta di calci, pugni e violenza, ma di diventare forte, di imparare a rialzarsi nella vita anche dopo che un avversario gli ha rotto il naso. E questo Dimitri lo vuole insegnare tra i banchi di scuola e lo farà a breve in una scuola superiore di Verona e in un paio di scuole secondarie di primo grado con la società sportiva Fight House VeronaProgetto Benessere nell’immediato futuro. Un progetto che si sta espandendo nell’ottica di portare le arti marziali non per insegnare a essere violenti, ma per dare la possibilità ai ragazzi di imparare una disciplina che porta alla crescita interiore. «Mi piacciono i ragazzi che vogliono crescere e che so di poter tirare via dalla strada – ha concluso Dimitri -. Io sono tutto rotto, voglio poter portare questi ragazzi in palestra e tutelarli anche in questo senso, anche su che atleti essere. Per me il sogno di un ragazzo viene prima di ogni altra cosa e lotterò per questo».