Oggi, sabato 6 dicembre, il Centrodestra per Sommacampagna ha depositato un’interrogazione al sindaco sul problema dell’ampliamento della discarica Casetta.

Discarica Casetta, il Centrodestra contro l’ampliamento

Augusto Pietropoli spiega che l’interrogazione fa seguito a un recente provvedimento della Regione: “L’ampliamento è stato autorizzato dalla Regione Veneto con la pubblicazione BUR del 04 dicembre 2018” dice.
Di fronte alla possibilità che la discarica sita in località Casetta, a ridosso della zona artigianale e industriale di Sommacampagna, l’opposizione chiede al sindaco Graziella Manzato una relazione sui passaggi tecnici avvenuti e sullo stato attuale della siscarica e all’Amministrazione comunale se intenda procedere facendo ricorso giurisdizionale al Tar (tribunale amministrativo regionale).

La questione ampliamento

Come ricostruisce Pietropoli, l’iter per l’ampliamento aveva visto l’approvazione da parte della giunta della Regione Veneto il 25 giugno 2004 del progetto nel recupero e nell’ampliamento volumetrico per innalzamento dell’ex discarica 2B in località Casetta. Nell’interrogazione presentata dal Centrodestra si legge inoltre che la stessa Regione ha poi concesso l’autorizzazione all’esercizio alla ditta Pro-In S.r.l. il 30 dicembre 2008. “In base all’autorizzazione l’area interessata dalla discarica si estende su una superficie complessiva di circa 80.800 metri quadrati con una capacità iniziale di 724mila mc in seguito incrementata a ben 879mil metri cubi – scrive Pietropoli, che conclude – Con decreto ambientale Bur n. 119 del 4 dicembre 2018 la Regione Veneto ha rilasciato provvedimento favorevole di compatibilità ambientale al progetto denominato: Stima dei cedimenti del corpo rifiuti finalizzata alla realizzazione della copertura definitiva”.

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Il parere negativo del consiglio comunale

Il Centrodestra ricorda inoltre che il consiglio comunale di Sommacampagna si era già espresso con parere negativo relativamente al progetto per tre ordini di ragioni: la mancanza di un cronoprogramma dei lavori che non garantisce dunque tempi certi sulla chiusura definitiva a tutela della salute pubblica; il fatto che comporterebbe un aumento del 12.5% della quantità di rifiuti finora conferiti e autorizzati; e infine il fatto che questo ampliamento potrebbe essere in contrasto con il piano regionale di “gestione dei rifiuti urbani e speciali” approvato con Dcr n. 30/2015.