Fondazione Barbieri, per promuovere la raccolta fondi necessari al centro “Il Girasole” e volendo contribuirea diffondere una maggiore conoscenza della storia locale, ha dato alle stampe la biografia di Cangrande, scritta a fine dell’Ottocento dallo storico tedesco Hans Spangenberg e la traduzione dal latino medioevaledegli Statuti di Verona del 1327.

Fondazione Barbieri stampa la biografia di Cangrande

Mercoledì 12 settembre, alle 17:30, in Sala Conferenze Museo Civico di Storia Naturale l’evento di presentazione dei volumi “Cangrande I della Scala” e “Gli Statuti di Cangrande -1327”. La conferenza, organizzata da Fondazione Barbieri Onlus di Verona, è finalizzata alla raccolta di fondi per realizzare il Centro per persone con disabilità “Il Girasole” di Villafranca.

I due testi includono la traduzione dal tedesco della biografia di Cangrande I Della Scala dello storico Hans Spangenberg e la traduzione dal latino medioevale degli Statuti di Cangrande del 1327 ovvero la Magna Charta dei veronesi del tempo.

La traduzione è stata eseguita da Martina Poli, laureata in lettere e Carlo Maria Biondaro, laureato in Scienze Storiche. Entrambi i libri sono stati curati da Maurizio Brunelli, Presidente Archeoclub Verona.

Leggendo la Biografia ci si rende conto del motivo per cui Cangrande I della Scala ha reso celebre Verona. Con Cangrande, infatti, la Signoria scaligera consolidò il suo potere che era già significativamente cresciuto sin dal periodo in cui governava suo padre Alberto. Cangrande seppe conciliare il “laico” e il “religioso”, rimase fedele alla causa dell’Impero, perseguì le sue mire espansionistiche, ma fu anche un abile uomo politico e un avveduto amministratore. Durante il suo governo creò un efficiente ceto burocratico, rinnovò gli Statuti Civici e quelli delle Arti e dei Mestieri.

L’importanza degli Statuti

“Per questo, dopo la traduzione della biografia ho pensato di fare qualcosa per far conoscere gli Statuti” sottolinea il professor Alberto Fenzi. Per esempio, consultandoli, si apprende che Cangrande diede impulso all’attività edilizia, non solo quella militare riguardante un’opera di difesa tuttora visibile, incentivando l’ammodernamento delle abitazioni cittadine, esonerando da oneri fiscali per un anno chi costruiva case in muratura con tetto in tegole e solai, in un periodo nel quale maggior parte delle abitazioni erano costruite in legno (Statuti di Cangrande: Libro secondo posta nr.146; Libro sesto posta nr.1). Gli Statuti sono formati da sei libri suddivisi in numerose poste, ovvero articoli, che trattano aspetti diversi della vita della città e del suo territorio e possono essere interpretati come il punto d’arrivo di un lungo processo di evoluzione dei rapporti fra Comune e Signore/vicario.  Alberto iniziò l’accentramento del poterefacendosi eleggere capitano perpetuo del popolo di Verona con il potere di rinnovare tutti gli statuti. Il figlio primogenito Bartolomeo e poi Cangrande prescrissero che tutti i Consigli Cittadini (posta nr. 66) potevano riunirsi solo al suono di un’apposita campana e solo se autorizzati. Queste innovazioni portavano all’esautoramento delle istituzioni comunali anche se formalmente la necessità del consenso popolare non cessava di esistere.

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Cangrande, anche in occasione di questa nuova redazione degli Statuti continua a far apparire ogni aumento del suo potere come dovuto al consenso della civitas. Il libro è attuale perché emergono obiettivi strategici e aspetti di dettaglio della vita cittadina che sono ancora all’ordine del giorno come l’ipotesi che dalla strategia politica di Cangrande vi fosse anche la ricerca di uno sbocco sul Tirreno per eludere il monopolio di Venezia sul sale. Interessante anche l’attenzione alla gestione dei corsi d’acqua, la pulizia delle strade e le prescrizioni con cui, in diverse poste, si precisano cosa possono e non possono fare i pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni. Godibile la prescrizione riguardante il modo con cui l’oste doveva travasare il vino per impedirgli di imbrogliare e la raccomandazione su come usare il lavatoio appena realizzato a San Giorgio.

La Fondazione Barbieri

Fondazione Barbieri Onlus è un ente fondato nel 1994, in ottemperanza al lascito della contessa Maria Barbieri che, nel 1954 ha destinato una parte significativa del suo patrimonio alla cura e all’educazione dei giovani affetti da spasticismo. L’ente opera nel campo dell’assistenza alle persone con disabilità.