Frate Feliciano Milan di Villafranca: era “padre presepe”. A dieci anni dalla scomparsa il ricordo di chi lo ha conosciuto.

Frate Feliciano Milan di Villafranca: era “padre presepe”

Era «il frate del presepe» e le sue creazioni facevano meravigliare anche gli ingegneri. Quello dello scorso Natale a Villafranca è stato il decimo presepe senza di lui, che è mancato nel 2008, ma sono ancora molti i villafranchesi che lo ricorderanno, soprattutto chi da bambino ogni anno ha vissuto l’emozione di scoprire i meccanismi nascosti dietro alla sua Natività.

Il ricordo di Maurizio Facincani

«Padre Feliciano Milan aveva una genialità unica – racconta l’ex sindaco Maurizio Facincani – Era un vero ingegnere e fu lui a istituire la tradizione del presepe dei frati cappuccini in paese negli anni Sessanta. Inizialmente fu collocato in chiesa, poi, negli anni Ottanta, per dargli più tempo e tranquillità visti i suoi problemi di salute, si scelse di costruire uno stabile all’esterno, dove poteva lavorare al presepe durante tutto l’arco dell’anno e che diventò la sua casa».

Migliaia di visitatori

All’epoca i visitatori arrivavano a migliaia anche dai paesi limitrofi per ammirare le sue vere e proprie opere ingegneristiche, ogni anno diverse, realizzate interamente con materiali di recupero. Ai bambini era concesso il privilegio di una visita alle spalle del presepe, per scoprire l’intreccio di fili, congegni e meccanismi nascosti alla vista che davano vita al presepe. «Era sempre vestito con una semplicità incredibile – ricorda ancora Facincani – Indossava un saio consunto con le maniche arrotolate e un grembiule da lavoro. E ripeteva “Il Natale per me è tutti i giorni”, riuscendo a trasmettere, con la sua luminosità e la sua capacità di non far sentire nessuno giudicato, il calore del vero Natale e un messaggio educativo capace di raggiungere tutti, credenti e non».

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Un presepe che durava fino al 2 febbraio

Intorno al suo presepe si raccoglieva ogni anno una comunità intera, le famiglie, grazie all’entusiasmo suscitato nei bambini, ritrovavano un momento di raccoglimento significativo. Allora la natività rimaneva visitabile fino al 2 febbraio, alla Candelora, la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, e accompagnava il paese per tutto il primo mese dell’anno. Padre Feliciano Milan era solito confessare i fedeli proprio davanti alla sacra famiglia. «Ricordo le code di gente in attesa di potersi confessare con lui» racconta Facincani, sotto la cui amministrazione fu anche consegnata una targa al frate in occasione di una delle manifestazioni «Par no desmentegar Vilafranca», riconoscendolo ufficialmente come «padre del presepe».

Era originario di Carmignano

Originario di Carmignano di Brenta, in provincia di Padova, il cappuccino trascorse nel convento di Villafranca più di quattro decadi, lasciando una traccia profonda nei cuori di molti villafranchesi, che hanno ancora negli occhi l’incanto dei sorprendenti giochi di specchi, la danza delle stelle che cambiavano posizione nel firmamento sopra alla grotta, il magico alternarsi di giorno e notte sul paesaggio della Terra Santa che padre Feliciano, pur non avendola mai visitata di persona, ricreò molte volte in uno straordinario percorso di fantasia.