Tre percorsi per tre artisti che vivono e lavorano a Verona, le cui opere sono esposte dal 18 al 24 maggio 2019 alla Galleria MiconTI’ di Villafranca in Corso Vittorio Emanuele II, 158. La collettiva di Piero Meggiorini, Mariangela Milan, Annalisa Giacomelli, è visibile tutti i giorni dalle 10 alle 12,30 e nel pomeriggio dalle 16 alle 19,30. Ciascun artista presenterà una selezione delle opere più suggestive e significative del proprio percorso artistico.

Piero Meggiorini

Piero Meggiorini, nato a Verona il 3 maggio del 1955, si avvicina alla pittura ad olio da adolescente. Assimila la lezione teorica su luce, colore e composizione – nonché pratica di fotografia e incisione calcografica – diplomatosi in Arti Grafiche; perfeziona il disegno frequentando corsi presso la Consortia di Avesa, e all’inizio degli anni ’80 si dedica alla pittura di copia (Monet, Gauguin Van Gogh, Matisse, Sernesi, Borrani e altri) esponendo in molte città, sia in Italia che all’estero. In seguito, assimilata la lezione impressionista, si dedica alla pittura di paesaggio esprimendo uno stile personale, vicino alla visione macchiaiola toscana. Da qualche anno, pur mantenendo intatta la passione per la copia (intesa come occasione di riflessione sulle tecniche e motivazioni interiori dei maestri) e per il paesaggio e qui Meggiorini rimane fedele al concetto cezanniano di “armonia parallela”), si dedica anche al ritratto, dove si avverte l’influenza del “ritorno all’ordine” novecentesco.
“Dipingere è solo un altro termine per dire sentire”, affermava A. Sisley. Per Piero Meggiorini si tratta, per continua riflessione sull’esistente, di ritrarre il sentimento che avvertiamo in quel dato momento, sia che si tratti di lavorare “sur le motive” sia che si tratti di cogliere “i colori dell’anima” di uno sguardo, di un paesaggio. Lo scopo della sua pittura è dunque quello di saldare alla tela il punto di consistenza in cui l’apparenza diventa espressione del reale. Dalla profondità alla superficie e dalla superficie all’insondabile, in un gioco di continui rimandi in cui azione e contemplazione tendono a fondersi nell’armonia di disegno e colore. Il suo rimane un percorso, di passione amore e studio continuo. Per imparare “l’istinto del bello” che rimane – con Baudelaire – “sete per tutto ciò che è al di là e che la vita ci svela”.

Mariangela Milan

Mariangela Milan, veneziana di nascita, si avvicina alla pittura negli anni ’70. Partecipando al circolo culturale miranese (molto attivo in quegli anni), frequenta il corso “tecniche ad acqua” del maestro Quaresimin, pittore veneziano. Trasferitasi a Verona, dopo alcuni anni e mai dimenticata la sua passione, riprende a dipingere, con forte motivazione seguendo regolarmente le lezioni del prof. Gianni Lollis presso l’Accademia Officina d’Arte. Per altri dieci anni, frequenta la Fondazione Tavella, Fondo Zanotto, sempre seguita dal prof. Lollis, e sperimentando la scultura con il prof. Tramontano. Il suo desiderio di evoluzione e ricerca nella sua arte, la porta tutt’ora a frequentare l’ Accademia Cignaroli, i corsi di Anatomia Artistica, Pastello, Xilografia, China, Acrilici ed Olio, seguita dai prof. Taioli, Nannini, Molin e Tanzola. Nelle sue opere, troviamo sperimentazioni materiche e cromatiche; ogni tela, ha insita una storia, una poesia o semplicemente un racconto da interpretare e far proprio. Dalle architetture gotiche di cattedrali, l’umanità specchiante delle figure, alla poetica degli alberi, ricerca la luce per suscitare suggestioni volte al positivo e per emozionare e quindi trovare il reale passando per l’onirico (L’arte rappresenta l’invisibile che è nel visibile – P. Klee). Quando l’Anima si incontra con la realtà il sogno si svela. Ma questo non è facile quando la natura delle cose si esprime tramite linguaggio. Il tentativo nell’opera pittorica di Mariangela, sta proprio nello sforzo di non contaminare l’idea di essenza, assumendosi l’impegno estremo di tradurre gli eventi in presenze. Compito difficile questo e impervio, ma l’autrice non demorde e non fallisce nell’intento quando si inoltra nella trascendenza, dove tutto diventa sacro e religioso. Tutto è sospeso nel mondo di Mariangela.
L’autenticità è il denominatore comune dei suoi lavori, espressa il più delle volte con pochissimo colore dove indubbiamente il bianco prevale. Bianco: il colore della tela, il colore della purezza e dell’essenza. Il colore dell’Anima.

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Annalisa Giacomelli

Le opere di Annalisa Giacomelli sono caratterizzate da una ricerca del colore deciso e di forte impatto, dall’attenzione al soggetto significativo e da suggestioni visive piuttosto nette. Si tratta di opere figurative particolarmente attente alla presenza di giochi di luce e di cromie suggestive, spesso di dimensioni medio-grandi, nelle quali il realismo cromatico lascia il passo a una libera sperimentazione. Il tratto, ora più dettagliato, ora più libero, è sempre descrittivo e risente di una lunga esperienza e sperimentazione con tecniche di vario tipo, pur tornando all’olio come tecnica prediletta.