I nuovi voucher non piacciono alle aziende agricole veronesi.

Nuovi voucher in agricoltura

Accoglienza tiepida per i nuovi voucher in agricoltura. A pochi giorni dal via alla vendemmia con la raccolta delle uve precoci, poche aziende agricole si sono fatte avanti per chiedere informazioni sui voucher Presto (acronimo di prestazione occasionale) introdotti dal Decreto Dignità, che si possono già utilizzare. Molte, invece, stanno già assumendo lavoratori con il contratto a tempo determinato, più semplice e immediato.

Troppa burocrazia

Oltre ai ritardi operativi (sulla pagina Inps non sono ancora stati indicate le modifiche introdotte dal decreto), a limitare l’accesso ai nuovi voucher sono le procedure burocratiche, che sono complicate e farraginose. Resta in voga, infatti, la procedura telematica dell’anno scorso, indicata dall’Inps nella circolare 107 del 5 luglio 2017, che obbliga sia il datore di lavoro che il lavoratore a iscriversi sulla piattaforma Inps, comunicare in via telematica tutti i dati relativi alla prestazione, informare sull’eventuale revoca della prestazione e versare i compensi mediante il modello F24. Inoltre, non sarà possibile applicare i voucher ai lavoratori già assunti nella passata stagione con contratto a tempo determinato. Infine, ci sono i vincoli: l’utilizzo riservato solo alle imprese che hanno alle dipendenze meno di 5 dipendenti (quindi quelle più grandi restano escluse dalle agevolazioni) e la durata della prestazione occasionale che da 3 giorni è stata alzata a 10.

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“Le procedure telematiche scoraggiano le aziende”

“Apprezziamo gli sforzi compiuti dal governo nell’andare incontro alle aziende, ma ancora una volta il fattore burocratico vanifica gli aspetti positivi – spiega Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto -. I vecchi voucher in uso fino al 2016 erano cartacei e prevedevano l’acquisto dei voucher sia per via telematica, che nelle tabaccherie. Era un sistema pratico e snello, che si adattava perfettamente alla natura occasionale del rapporto di lavoro che caratterizza la vendemmia e le raccolte della frutta. Le procedure telematiche introdotte dal 2017 scoraggiano, invece, le aziende a utilizzare lo strumento, in quanto comportano un carico burocratico che aggiunge altro lavoro alle ore passate in campagna ed è causa di ulteriori costi. Infine, non poter applicare i voucher ai lavoratori assunti l’anno scorso è un limite che scoraggia ulteriormente a utilizzare lo strumento. Ne è la riprova il fatto che molte aziende in questi giorni stanno facendo ricorso a raccoglitori già esperti e utilizzati nelle scorse annate, assumendoli con contratto a tempo determinato”.