Il grido di Eleonora raggiunge anche Di Maio.La venticinquenne arilicense, neolaureata in scienze della formazione nelle organizzazioni, ha voluto esprimere il suo disappunto al vicepresidente del Consiglio dei Ministri, la ragazza esasperata: «Gli ho scritto perché sono stufa di sentir parlare di miglioramenti o future possibilità di lavorare»

Non si può smettere di sperare e di sognare a 25 anni e a urlarlo è stata l’arilicense Eleonora Roverselli, laureata in scienze della formazione nelle organizzazioni quest’anno. Tra lavoretti occasionali e impieghi mal retribuiti, lo sconforto la stava spegnendo, ma qualcosa, forse quella stessa forza che l’ha portata in questi anni a studiare e lavorare per pagare le rette e i libri universitari, l’ha portata anche a scrivere una lettera al vicepresidente del Consiglio dei Ministri Luigi Di Maio.

La fatica e la delusione

“Mi chiamo Eleonora, abito in un paesino sul lago di Garda e sono una ragazza neolaureata – scrive Eleonora tra quelle pagine piene di rabbia –. Sono riuscita ad avere la mia laurea breve con fatica, ma con in mano il sogno di avere un futuro migliore. Non mi vergogno a dirle che mi trovo disoccupata, non per volontà mia, ma per come oggi è il mondo del lavoro. Mi sono sempre data da fare per pagarmi gli studi e le varie spese, questo mi ha fatta crescere personalmente e socialmente. Da laureata, speravo di trovare una posizione lavorativa che mi permettesse di crescere professionalmente per costruirmi un avvenire. Questo è un piccolo sogno, e lo chiamo “piccolo” perché solamente dovrebbe essere legittimo avere la possibilità di lavorare”. Una missiva che sta suscitando grande interesse da parte dell’opinione pubblica, perché Eleonora ha avuto il coraggio di alzare la testa e di raccontare quelli che sono stati questi primi mesi dopo la laurea.

Cosa fai ora e cos’hai scoperto approcciandoti al mondo del lavoro?

“Dopo essermi laureata ho cercato lavoro, in questo periodo sto facendo la hostess congressuale e in precedenza ho lavorato come commessa. Sto continuando a inviare il mio curriculum vitae da luglio, da quando mi sono laureata e le risposte, quelle che sono arrivate, contengono proposte assurde. Ci sono posti dove ti propongono lo stage lavorando 40 ore settimanali con una paga di 400 euro e 100 di buono pasto”

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Perché hai pensato di scrivere al Ministro del lavoro?

“Oltre a quelle offerte di stage, non ne ho ricevute, il silenzio totale. Allora mi sono chiesta: «Perché non scrivere a Di Maio?». Sentendo anche i miei ex compagni di scuola ho scoperto che sono nelle mie stesse condizioni. Così, un mese fa, dopo una giornata lavorativa come hostess, ho scritto a Di Maio, raccontandogli quale sia la reale situazione di noi giovani laureati. Gli ho scritto perché sono stufa di sentir parlare di miglioramenti o future possibilità di lavorare. Usare la parola “stufa” non è forse molto adeguato, ma è per far capire bene come sono i giovani laureati al giorno d’oggi. Le aziende fanno fatica a dare la possibilità di fare esperienza perché hanno troppe tasse da pagare o perché perdono tempo a seguire un nuovo stagista. Questo è il punto di vista dei titolari aziendali. Ma noi giovani laureati magari solo con tre anni di studio non ci vediamo offrire nemmeno la possibilità di fare stage con possibilità di assunzione. Dove andremo a finire? La realtà per noi persone «normali» che non possiamo permetterci di fare grandi viaggi studio all’estero, è disarmante. Ho lavorato come commessa per pagarmi le rate dell’università. Mi sono sempre data da fare, adesso voglio una risposta dal Ministro del lavoro”.

Hai ricevuto qualche risposta? Cosa vuoi ottenere e come ti muoverai in futuro?

“Il mondo di oggi fa pena. Gli stagisti sono pagati 400 euro al mese, viene richiesta l’esperienza e le spese del viaggio sono a carico della persona che accetta questa “offerta”.
Ho pensato di scrivere, di fare qualcosa, non mi aspettavo di ricevere attenzione, ma ne voglio ancora. Non mi ha risposto Di Maio, ma io continuerò a scrivere”.

 

Adele Oriana Orlando