L’officina d’arte MiconTi presenta una mostra personale di Piero Meggiorini. Le opere saranno esposte alla galleria dell’associazione a Villafranca

L’associazione MiconTi in mostra a Villafranca

L’associazione culturale artisti Officina d’Arte “MiconTi” organizza la mostra “Maestri. La copia d’autore come via di bellezza”. Si tratta della mostra di Piero Meggiorini, un breve itinerario di opere a cavallo tra l’ottocento e il novecento attraverso l’esercizio – percorso della copia d’arte che si dipana da Monet a Sisley; da Modigliani a Kandinsky, Matisse, passando attraverso il sogno della “Casa Gialla” di Van Gogh e le visioni tahitiane di Gauguin.

L'officina d'arte MiconTi presenta una mostra personale di Piero Meggiorini

Gli orari della mostra

Il Percorso di Copia d’autore con opere esposte sarà visibile da sabato 8 a venerdi 14 giugno 2019, alla Galleria MiconTI’ di Villafranca in Corso Vittorio Emanuele II, 158.

La personale di Piero Meggiorini, è visibile sabato 8 e domenica 9 giugno dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19; tutti gli altri giorni nel pomeriggio dalle 16,30 alle 19.00.

L'officina d'arte MiconTi presenta una mostra personale di Piero Meggiorini

Chi è Piero Meggiorini

Piero Meggiorini, nato a Verona il 3 maggio del 1955, si avvicina alla pittura ad olio da adolescente. Assimila la lezione teorica su luce, colore e composizione – nonché pratica di fotografia e incisione calcografica – diplomatosi in Arti Grafiche; perfeziona il disegno frequentando corsi presso la Consortia di Avesa, e all’inizio degli anni ’80 si dedica alla pittura di copia (Monet, Gauguin Van Gogh, Matisse, Sernesi, Borrani e altri) esponendo in molte città, sia in Italia che all’estero. In seguito, assimilata la lezione impressionista, si dedica alla pittura di paesaggio esprimendo uno stile personale, vicino alla visione macchiaiola toscana. Da qualche anno, pur mantenendo intatta la passione per la copia, si dedica anche al ritratto.

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La pittura per Meggiorini

Per Meggiorini la pittura rappresenta una continua riflessione sull’esistente, un ritratto del sentimento che avvertiamo in quel dato momento, sia che si tratti di lavorare “sur le motive” sia che si tratti di cogliere “i colori dell’anima” di uno sguardo, di un paesaggio. Lo scopo della sua pittura è dunque quello di saldare alla tela il punto di consistenza in cui l’apparenza diventa espressione del reale. Dalla profondità alla superficie e dalla superficie all’insondabile, in un gioco di continui rimandi in cui azione e contemplazione tendono a fondersi nell’armonia di disegno e colore. Il suo rimane un percorso, di passione amore e studio continuo. Per imparare “l’istinto del bello” che rimane – con Baudelaire – “sete per tutto ciò che è al di là e che la vita ci svela”.

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