Lupi in montagna strategie di difesa per gli allevamenti veronesi. L’iniziativa presentata a Velo Veronese ai presidenti delle sezioni comunali della montagna veronese.

Lupi in montagna strategie di difesa per gli allevamenti veronesi

Adottare strategie per la difesa del bestiame e salvaguardalo dalle predazioni dei lupi con un supporto agli allevatori della montagna veronese. Parte da questi presupposti l’iniziativa di Coldiretti Verona presentata nei giorni scorsi a Malga Vazzo a Velo Veronese ai presidenti delle sezioni comunali della montagna veronese. “Intendiamo aiutare le nostre imprese di montagna a difendere i propri allevamenti dalle predazioni dei lupi attraverso un nuovo servizio di consulenza cha abbiamo affidato a un veterinario esperto di grandi predatori”, precisa il direttore di Coldiretti Verona, Giuseppe Ruffini.

145 predazioni da parte dei lupi

Secondo i dati della Regione Veneto tra il 2017 e il 2018 sono state 145 le predazioni accertate nei comuni montani della provincia veronese, il numero più alto rispetto alle altre province venete. “E’ necessario – aggiunge Ruffini – mettere in atto azioni di prevenzione efficaci e tutti gli accorgimenti necessari, nel rispetto della Legge, partendo dalla conoscenza delle abitudini del lupo, del territorio e delle tipologie di allevamento”.

Strategie per tutelare gli allevamenti

“Ogni territorio e ogni allevamento vanno valutati in modo specifico. – precisa Antonio Scungio, veterinario dalla comprovata esperienza sui grandi predatori e ingaggiato dall’organizzazione agricola veronese per realizzare una iniziativa di portata regionale – Il progetto ideato insieme a Coldiretti è modulabile anche per altri territori e infatti la mia attività si esplica non solamente nella provincia di Verona ma anche in quelle di Vicenza e Belluno. Il nostro obiettivo è sviluppare strategie utili alla difesa e la gestione dei pascoli per ogni tipologia di allevamento. Il lupo è un predatore opportunista che va studiato attentamente attraverso l’analisi delle tracciature, il monitoraggio dei movimenti e la misurazione del rischio di predazione nelle malghe”. “Questo tipo di progetto mira alla riduzione dell’impatto sul patrimonio zootecnico da parte dei grossi predatori di vertice”, conclude Scungio. Presente all’incontro anche Fabrizio Cestaro, dirigente Veterinario dell’Ulss 9 che ha sottolineato: “La nostra attività è collegata agli accertamenti e diagnosi delle predazioni per ottenere i rimborsi dalla Regione Veneto”.