Un’altra botta per gli agricoltori veronesi, flagellati nel giro di una settimana da due grandinate assolutamente anomale per la stagione primaverile. A essere colpite ieri sono state soprattutto le colture del Basso lago e dell’est veronese, da San Bonifacio a Tregnago e Soave fino al confine di Vicenza, ma danni a macchia di leopardo si registrano in tutta la provincia,

“La grandine in alcuni vigneti li ha tranciati in due, facendo cadere le inflorescenze e spezzando anche i rami”

“La grandine e il vento hanno flagellato tutta la zona pedemontana e poi tutta la fascia che va da Peschiera fino a Soave – spiega Pietro Spellini, vicepresidente di Confagricoltura Verona -. I vigneti sono stati colpiti anche pesantemente, soprattutto nella zona del Basso lago. In questo periodo i germogli sono in piena fase di crescita, ma sono ancora molto teneri e si spezzano facilmente. La grandine in alcuni vigneti li ha tranciati in due, facendo cadere le inflorescenze e spezzando anche i rami. I germogli spezzati significano che una parte della produzione andrà persa. Un disastro anche nei frutteti senza rete: meli, peri, pesche, albicocche. La grandine ha segnato tutti i frutti, che quindi verranno deprezzati. E se pensiamo che nel 2018 la frutta di seconda scelta è stata valutata 5 centesimi, allora è chiaro che chi è stato danneggiato dalla grandine avrà buttato al vento il suo lavoro”. Spiega Paolo Avanzini, dei viticoltori di Confagricoltura Verona, che ha parecchi vigneti di Lugana doc nella zona di Peschiera: “Tutta la zona del Lugana è stata colpita molto pesantemente. È stato un evento che non si verificava da anni: grandine, pioggia e vento contemporaneamente, di una violenza inaudita. Io ho avuto un grande danno, anche se ci vorrà qualche giorno per quantificare. Tralci devastati, rami spezzati. C’è chi ha perso la totalità della produzione. Chi non è coperto dall’assicurazione rischia veramente il lavoro di un’annata”.

“Perdite fino al 50%”

“La grandine è durata 15 minuti ma è stata fitta e ha colpito pesantemente le foglie dei frutteti – sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Agricoltori Italiani Verona. “Il danno è stato soprattutto per i vigneti della zona del Lugana, dove sono stati colpiti anche i germogli, in crescita e ancora teneri. Il bilancio è ancora da tracciare, ma si presume che si possa arrivare a perdite fino al 50 per cento. È un altro brutto colpo per l’agricoltura veronese, colpita di nuovo a una settimana dalla grandinata che ha danneggiato le colture del Basso Veronese, dalla soia al mais al frumento. La stagione parte male e questo freddo non aiuta, perché blocca lo sviluppo vegetativo delle piante e ritarda la maturazione dei frutti”.