Medico di famiglia: a Colognola un posto vacante. La scomparsa improvvisa del dottor Scaglia a novembre, preceduto a gennaio dal dottor Contardo, ha lasciato un vuoto assistenziale per diverse famiglie. Il concorso è già sul Bollettino Ufficiale.

L’incontro con l’Aulss

Si è tenuto ieri, lunedì 10 dicembre, l’incontro tra il dottor Roberto Borin, direttore del Distretto 2 della Aulss 9 Scaligera, il sindaco di Colognola ai Colli Claudio Carcereri de Prati e il vicesindaco e assessore alla qualità della vita Giovanna Piubello per discutere sulla situazione del medico di famiglia in paese.

Quel posto vacante

Durante l’incontro si è affrontato il tema del posto resosi vacante di medico di famiglia. Il dottor Borin ha confermato che quel posto è stato regolarmente messo a concorso e già pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto. La selezione si concluderà entro il mese di dicembre 2018 con la comunicazione da parte della Regione dell’avente diritto.

La scomparsa

Ha lasciato tutti increduli la scomparsa del dottor Luigi Scaglia, noto medico di famiglia che da molti anni svolgeva il proprio servizio a Colognola ai Colli. Un brutto infarto, la causa del decesso; non sono bastate le immediate cure prestate all’ospedale di Borgo Trento e un complesso intervento cardio-chirurgico a contrastare una situazione che fin da subito si è manifestata in tutta la sua gravità.  Nei giorni successivi all’intervento erano insorte diverse complicazioni che in pochi giorni hanno determinato l’infausto esito.

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Una vita senza eccessi

Assiduo frequentatore dei campi da tennis, ma anche grande appassionato della musica Beat, tanto che suonava in un complesso, i Delirium Termens, che lui stesso aveva fondato con alcuni amici, con il quale si esibiva in diverse occasioni. Grazie ai suoi hobby, aveva una cerchia di molti amici con cui intratteneva rapporti contraddistinti da simpatia, amicizia e assoluta cordialità.

A gennaio un’altra perdita

Professionista stimato in paese, aveva raccolto il testimone del compianto dottor Claudio Contardo, scomparso a gennaio di quest’anno. Quella del medico è diventata praticamente una professione di famiglia, perché anche il figlio Marco, di cui parlava con l’orgoglio del padre, ha proseguito la sua strada e del nonno, optando però per l’ambiente ospedaliero come ortopedico.