Mostra sul caffè dei licei Montanari e Stimate. La mostra resterà esposta per una settimana negli spazi di “Più Gusto Bio” in stradone Porta Palio 36, uno dei pochi locali che offre esclusivamente caffè biologico e fair trade.

Mostra sul caffè dei licei Montanari e Stimate

Il caffè come prodotto chiave per ridurre le disuguaglianze e promuovere il consumo critico e responsabile. È questa l’idea che sta alla base della mostra fotografica realizzata da un gruppo di 14 studentesse dei licei Montanari e Stimate, dopo un percorso di cittadinanza attiva promosso in aula dalla storica Ong veronese di cooperazione allo sviluppo “Progettomondo.mlal”. La mostra resterà esposta per una settimana negli spazi di Più Gusto Bio, il locale aperto un anno fa in stradone Porta Palio 36, uno dei pochi, se non l’unico a Verona, che offre esclusivamente caffè biologico e fair trade. In occasione dell’inaugurazione domani mercoledì 15 maggio, dalle 16, a chi presenterà il coupon ritirabile dall’8 maggio a “Più Gusto Bio”, ne sarà offerta una deliziosa tazzina.

Il progetto scolastico delle studentesse

Mostra sul caffè dei licei Montanari e Stimate. La mostra resterà esposta per una settimana negli spazi di "Più Gusto Bio" in stradone Porta Palio 36, uno dei pochi locali, se non l’unico a Verona, che offre esclusivamente caffè biologico e fair trade.

Dallo scorso novembre le giovani hanno potuto approfondire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e la tematica dei flussi migratori, fino ad arrivare al momento clou delle attività: l’elaborazione di un evento pubblico aperto alla cittadinanza del contesto in cui vivono. Le ragazze hanno conosciuto e approfondito le tematiche del progetto “Start the Change”, scegliendo di concentrarsi sugli sugli Obiettivi 10 e 12, che invitano a ridurre le disuguaglianze e a consumare e produrre in modo responsabile.

Leggi anche:  Ex zoo a Verona rivive grazie ai murales

I progetti attivi in Bolivia e Perù

“La scelta è ricaduta sul caffè, un prodotto di consumo quotidiano che, prima di essere servito ristretto o macchiato al bancone del bar, percorre molta strada e incrocia molte storie e persone”, fa notare Cristina Porello, responsabile delle attività per “Progettomondo.mlal”. “Le giovani studentesse hanno deciso di raccontare, tramite foto e didascalie, quanta strada, persone e storie ci siano dietro il caffè che ogni mattina prendiamo appena svegli. Un tema che la nostra Ong conosce molto bene visto che tra i programmi di cooperazione nel mondo ce n’è uno che, in Bolivia e in Perù, sostiene proprio lo sviluppo dei coltivatori di caffè, per garantire loro un sistema pensionistico privato, oltre che un lavoro dignitoso”.