Ospedale Magalini di Villafranca ancora muro contro muro tra Pd e Dall’Oca. I democratici non ci stanno e tornano sull’argomento dopo le parole del sindaco.

Ospedale Magalini di Villafranca ancora muro contro muro tra Pd e Dall’Oca

Soffrono della sindrome del gufo, sperano che vada tutto male“. Così il sindaco di Villafranca, Roberto Dall’Oca, aveva risposto all’attacco del Partito Democratico locale sul “fallimento” della filiera politica che aveva portato al declassamento, di fatto, del nosocomio villafranchese. Ora la saga politica si arricchisce di un nuovo capitolo, questa volta espresso in 10 punti da parte del Partito Democratico: “Le bugie hanno le gambe corte. Il sindaco Dall’Oca, con poca fantasia, rievoca ad arte una categoria di pennuti, quella dei “gufi”, abusata e sdoganata per indicare i pessimisti di professione. Rigettando al mittente ogni accusa, egli ha semplicemente sbagliato bersaglio: spara al fumo anziché agli indiani. E se ha piacere ci potremo confrontare pubblicamente sul tema” scrivono il segretario del circolo PD di Villafranca, Stefano Corazzina, e i consiglieri comunali Isabella Roveroni, Matteo Melotti, Daniele Piangonda e Paolo Martari.

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La controreplica in punti

Ecco le argomentazioni del Pd:

  1. Non è vero che i consiglieri di minoranza (non solo quelli di centro sinistra) hanno detto che non avrebbero firmato alcun documento;
  2. Non è vero che il sindaco ha proposto il testo di un documento da firmare;
  3. E’ vero che abbiamo sostenuto – e ribadiamo – che la Regione (cioè l’Ente programmatore della santità) non si è sbagliata, ma ha voluto definire il Magalini come “ospedale di base”;
  4. Per questo abbiamo proposto che il sindaco ricevesse un mandato ampio volto a comprendere le ragioni della scelta regionale, proposta che l’assemblea ha condiviso;
  5. Il sindaco si è impegnato a riportare ai consiglieri l’esito dei suoi contatti, formali ed informali (a proposito: bene ha fatto a convocare i referenti politici regionali e nazionali) per valutare se si potesse condividere una mozione comune da approvare in consiglio;
  6. Da allora il sindaco non ha più riconvocato alcun incontro;
  7. Il sindaco si è impegnato (con tutti e con noi in particolare) ad evitare esposizioni mediatiche finché non avesse ricevuto informazioni funzionali alla stesura di una mozione consigliare (tale accordo è stato assunto a tutela di un bene comune, come l’ospedale, che è patrimonio di tutti);
  8. Tuttavia, il sindaco e la sua maggioranza, a seguito dell’incontro con i loro referenti, hanno ampiamente dato sfogo alle loro voglie di protagonismo mediatico, in barba alle intese raggiunte. Ne emerge che solo l’amministrazione difende l’ospedale, mentre tutti gli altri sarebbero peones: falso storico;
  9. E’ vero che il sindaco ha spedito una nota a vari soggetti istituzionali, il cui contenuto non è stato minimamente condiviso con noi;
  10. Tale documento non dice assolutamente nulla di più di quanto la Regione già non sappia (e non sapesse prima di scrivere le recenti schede di dotazione ospedaliera).
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“Ospedale torni spoke”

“E’ del tutto evidente, quindi, la strumentalità del finto fastidio manifestato dal sindaco, che se la prende con chi denuncia un fatto oggettivo (persino ovvio, come ha ribadito lo stesso assessore Terilli) e non con chi causa il problema. Di cattivo gusto poi “tirare per la giacchetta” la Presidente del comitato dei sindaci del nostro distretto, che ha svolto e continua a svolgere ottimamente un ruolo istituzionale a tutela di tutti gli ospedali di zona. C’è da augurarsi che la quinta commissione regionale – magari più attenta della giunta veneta – rilevi ex post che il Magalini ha tutte le caratteristiche per essere qualificato come ospedale spoke di primo livello, come era già stato riconosciuto nel marzo 2018, e non come semplice ospedale di base. C’è da auspicarlo per il bene di tutti i cittadini del nostro territorio. Anche se, come è facile prevedere, nessuno – men che meno la Lega e i suoi referenti che tra un anno verranno a Villafranca a chiedere consenso per le prossime regionali – ammetterà di avere voluto penalizzare il Magalini e la sanità pubblica dell’ovest veronese a scapito di quella privata. Si dirà che si è trattato di una svista, un errore, un fraintendimento. Amen. E tutti saranno felici e contenti. Perché, in caso contrario, si aprirebbe uno scenario drammatico. Infine, per dovere di cronaca, a proposito di senso di responsabilità il PD ha sempre convenuto ogni mozione e documento licenziato negli ultimi 15 anni dal consiglio comunale in tema di ospedale; quindi lezioni di stile non ne prendiamo da chi non rispetta la parola data nemmeno per dieci giorni filati”.