Il Parco Natura Viva compie 50 anni. Entro l’estate prenderà avvio il progetto Masterplan con la Serra dei Giardini.

Parco Natura Viva: entro l’estate arriva la Serra dei Giganti FOTO e VIDEO

Il Parco Natura Viva di Bussolengo, l’unico parco zoologico d’Italia che dedica alla ricerca e alla conservazione delle specie animali un dipartimento interno all’azienda, dotato di veterinari, biologi, etologi e naturalisti, si avvia ad una nuova fase di sviluppo. Entro l’estate sarà pronto il primo intervento del nuovo Masterplan 2017-2027: sarà l’inaugurazione della nuova Serra dei Giganti, un padiglione di 1.600 metri quadrati dedicati al tema, cruciale per la salvaguardia della biodiversità, del gigantismo e del nanismo in natura, che ospiterà tra gli altri draghi di Komodo, lontre giganti, un’anaconda gigante e farfalle giganti.

La nascita del Parco Natura Viva

“Era il 1968 quando mio padre, l’architetto Alberto Avesani, accolse nella nostra azienda vitivinicola un ippopotamo scartato da un circo di passaggio”, spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva. “Il 21 giugno del ’69 ne volle condividere il valore con tutta la collettività dell’epoca: con 6 ettari e altri animali di fauna locale, aprì i cancelli per la prima volta quello che allora venne chiamato Parco Zoo del Garda”. E bisognerà aspettare il 1985 per vedere il giovane biologo Cesare Avesani Zaborra, prenderne in mano la ristrutturazione manageriale e cambiarne il nome nell’attuale “Parco Natura Viva”. “In quello spazio di tempo però – prosegue Avesani Zaborra – si erano già verificati cambiamenti all’altezza di un futuro da protagonista: nel 1973 aprì il primo Autosafari del nord-Italia mentre 4 anni dopo vide la luce la zona dedicata ai dinosauri a grandezza naturale, alla quale seguì l’apertura della Serra Tropicale nel 1978”. E sarà quella stessa Serra, dopo aver visto passare 20 milioni di visitatori in mezzo secolo, a segnare lo spartiacque tra passato e futuro: demolita nel settembre 2018, ha fatto spazio proprio alla nuova Serra dei Giganti, primo tassello di una grande trasformazione che porterà il Parco Natura Viva a diventare una vera accademia di scienze applicate.

Il Parco Natura Viva compie 50 anni.

Il Masterplan 2017-2027

Una serie di interventi strategici e strutturali che svilupperanno la crescita del Parco Natura Viva nei prossimi 8 anni. Oltre alla Serra dei Giganti in arrivo anche La Grande Arca della Biodiversità con sessantotto metri di lunghezza, due piani destinati al pubblico, una stalla e vista sulla pianura africana: sarà la grande arca della biodiversità che diventerà una vera accademia di scienze applicate, laboratorio di attività didattiche, sala convegni e meeting con 400 posti a sedere. Un laboratorio di idee sul futuro della biodiversità, in cui si metta a punto un piano di armonizzazione tra lo sviluppo umano e il tema ambientale, oggi la vera sfida di salvaguardia del Pianeta Terra.  Un nuovo reparto tutto dedicato ad una delle specie più minacciate al Mondo, i Gorilla. In arrivo poi un Camping Africano con dieci tende aperte al pubblico da aprile a ottobre, con accesso completamente separato rispetto ai visitatori del Parco in un’area esclusiva, che godrà di una vista panoramica sugli erbivori più importanti del continente africano. Un’immersione per i visitatori in un’esperienza anche notturna, che consentirà di ampliare le percezioni sensoriali nel contatto con gli animali. Infine, una ristorazione speciale che prevederà di mangiare circondati da un branco di lupi, con l’idea di consumare un pranzo in sicurezza in un’area in cui osservarne comportamenti e relazioni sociali, senza invaderne la privacy. Perché si tratta di animali molto opportunisti, capaci di convivere ma anche schivare accuratamente l’uomo.

Leggi anche:  Furto sull'autobus arrestato giovane a Bussolengo

La Serra dei Giganti

Avviata la demolizione della vecchia Serra Tropicale (1978) nel settembre 2018, il nuovo padiglione sarà visitabile entro la fine dell’estate. Primo esempio in Italia di un’area destinata a questo tema, dalla superficie di 1.600 metri quadrati e dall’altezza di 12 metri.

“Affrontare il tema del gigantismo e del nanismo in natura – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico – ci permette di indagare un aspetto affascinante della biodiversità: vogliamo cercare nei mammiferi, negli uccelli, nei rettili e negli insetti, la chiave di lettura che possa spiegare il motivo delle loro dimensioni anomale che insorgono improvvisamente, per fattori climatici ed ecosistemici. Peraltro, nella storia dell’evoluzione, questo è avvenuto anche nel caso dell’uomo. “Homo floresiensis, alto poco più di un metro, visse – ironia della sorte – sull’isola indonesiana di Flores fino a 60.000 anni fà, proprio a poca distanza da uno dei rettili più giganteschi che abbiano mai calcato la Terra: il drago di Komodo”.

“La complicazione tecnica è stata quella di individuare le tre diverse aree climatiche – prosegue Avesani Zaborra – che corrispondono a un’area più secca ad alta temperatura destinata ai draghi di Komodo con la minima a 28 gradi, una più umida e insulare destinata alle tartarughe delle Seychelles con la minima a 22-23 gradi e quella amazzonica per la lontra gigante, che può scendere anche a 18 gradi”, conclude Avesani Zaborra.

Per alcune delle specie ospitate poi, anche una variazione dell’ecosistema riprodotto: un’area interna ed esterna per le lontre e per le tartarughe giganti e un tetto apribile per il drago di Komodo. Libere di volare all’interno le farfalle giganti mentre il terrario aperto ospiterà coleotteri giganti e altri predatori giganti del microcosmo.

Il Parco Natura Viva compie 50 anni.