Nuovo capitolo nella vicenda relativa alle zone inquinate da Pfas. Dopo che il Governo aveva decretato, lo scorso marzo, lo stato di emergenza, con conseguente commissariamento dell’area colpita, compresa tra la provincia di Verona e quelle di Vicenza e Padova, e dopo le tante battaglie portate avanti dai cittadini di quei luoghi, come ad esempio le Mamme No Pfas, arriva ora una nuova ordinanza dalla Regione che prevede un’ulteriore misura di natura precauzionale a tutela della salute pubblica.

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Vietato consumare pesce pescato proveniente da aree inquinate da PFAS

Con l’ordinanza numero 5 dell’8 gennaio 2019, infatti, si vieta temporaneamente, sino al 30 giugno 2019, il consumo di pesce pescato proveniente dalle aree dove sono state riscontrate positività analitiche per i PFAS. Ricordiamo che è stata individuata la cosiddetta “Area Rossa”, ovvero la vasta area del Veneto le cui falde acquifere sono state avvelenate dall’acido perfluorottansolfonico, PFAS appunto, e che, come detto, abbraccia tre province.

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Il divieto a Verona

I territori comunali della cosiddetta “Area Rossa” in provincia di Verona: Albaredo d’Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi sant’Anna, Cologna Veneta, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo di Guà, Terrazzo, Veronella e Zimella.

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A Vicenza

I Comuni coinvolti  in provincia di Vicenza: Agugliaro, Alonte, Asigliano Veneto, Brendola, Lonigo, Noventa Vicentina, Orgiano, Pojana Maggiore, Sarego, Val Liona.

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A Padova

I Comuni coinvolti  in provincia di Padova: Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Lozzo Atestino, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana, Urbana.

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