Il prefetto di Verona, Salvatore Mulas, lascia il suo incarico. Nessun contrasto o dissapore alla base della scelta, anzi. Mulas, infatti, sarà il nuovo capo del dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della Difesa civile. Arrivato nel 2015, nel corso dei tre anni e mezzo da prefetto di Verona è sempre stato in prima linea contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nella nostra provincia. A testimonianza di ciò si ricordano ben 16 interdittive antimafia.

La carriere di Mulas

Salvatore Mulas è nato a Macomer il 13 settembre 1955 ed ha frequentato l’Accademia del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, conseguendo nel 1979 la nomina a Tenente. Assegnato alla Questura di Torino ha prestato servizio alla Sezione Antiterrorismo della D.I.G.O.S. partecipando alle più importanti operazioni concluse in quel periodo contro le formazioni terroristiche, con l’arresto di numerosi esponenti dell’eversione.

Trasferito alla Questura di Nuoro nel 1984, ha assunto la direzione della D.I.G.O.S. conseguendo brillanti risultati nell’azione di contrasto ai gruppi terroristici isolani. Sempre alla Questura di Nuoro nell’anno 1987 assume la dirigenza della Squadra Mobile in un delicato contesto operativo di eventi criminosi legati al fenomeno dei sequestri di persona ed alle annose faide che hanno insanguinato la Barbagia. L’azione di contrasto permise la cattura di noti latitanti e l’individuazione di complessi sodalizi criminali tali da portare alla promozione per merito straordinario a Primo Dirigente della Polizia di Stato.

A seguito dell’importante riconoscimento viene trasferito a Palermo nell’anno 1992 per assumere il delicato incarico di Dirigente della Squadra Mobile nel periodo della “stagione delle stragi”. Anche in quella sede si è distinto per le numerose e brillanti operazioni finalizzate al contrasto del fenomeno mafioso con la cattura di latitanti affiliati alle cosche delle famiglie criminali presenti in quella provincia. Nel capoluogo siciliano si è dedicato – istituendo fra l’altro una apposita sezione – alla repressione dei delitti contro la Pubblica Amministrazione, iniziando filoni di indagine sulla sanità, i trasporti, gli appalti Enel ed altri settori di pubblica rilevanza.

Nel 1994 ritorna alla Questura di Torino per dirigere la Squadra Mobile, conseguendo brillanti risultati in indagini connesse ad omicidi efferati ed al contrasto alle organizzazioni criminali, specialmente quelle di origine albanese dedite al traffico di droga, armi e giovani donne sfruttate nel mondo della prostituzione.

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Il 1° gennaio 2001 è promosso alla qualifica di Dirigente Superiore e nel febbraio dello stesso anno gli è conferito l’incarico di Questore della provincia di Gorizia, in quel momento crocevia dell’immigrazione regolare ed irregolare dall’area della Jugoslavia in piena crisi di disfacimento. L’attività intrapresa dal Questore con l’intensificazione dei servizi di controllo del territorio e di polizia giudiziaria, l’impulso dato a forme di collaborazione internazionale tra la polizia italiana e quella slovena permettevano di ridurre drasticamente il flusso migratorio irregolare.

Nel 2002 è trasferito alla Questura di Nuoro in seguito al verificarsi di una nuova emergenza criminale, in un’area storicamente interessata da dinamiche non comuni. Nel corso di quell’anno e nei primi mesi del 2003 nella provincia nuorese si ebbe una drastica riduzione degli omicidi ed attraverso l’attuazione di un controllo capillare del territorio i risultati ottenuti nella lotta alla microcriminalità sono stati apprezzabili.

Il 2 gennaio 2006 gli viene assegnato l’incarico di Questore di Novara. Nella provincia piemontese si è occupato di alcune vicende salite alla ribalta della cronaca nazionale per la loro tragicità ed efferatezza: il caso dei tre cittadini albanesi che sequestrarono un pullman di linea tenendo in ostaggio una decina di persone conclusosi positivamente con la cattura degli autori dello sconsiderato gesto, e l’arresto dei sequestratori della giovane Barbara Vergani.

Dal 4 agosto 2008 è stato Questore di Cagliari e dal 5 agosto 2009 è stato nominato Dirigente Generale della Polizia di Stato. In questo lasso di tempo ha curato l’organizzazione dei servizi per la visita del Santo Padre, i servizi di soccorso pubblico in occasione delle alluvioni dell’autunno 2008, i servizi di ordine e sicurezza pubblica in occasione delle visite istituzionali nella città di personaggi politici, le azioni di contrasto immediato alle scorribande di tifosi ultras “Sconvolts”, richiedendo la misura della chiusura della Sede.

È stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Dal 29 agosto 2011 è stato incaricato di svolgere le funzioni di Prefetto di Sassari.

Dal 25 giugno 2015 è stato Prefetto di Verona.