«I più grandi ballerini non sono grandi per il loro livello tecnico, sono grandi per la loro passione», amava ripetere Martha Graham, una delle più grandi ballerine e coreografe di sempre. E proprio la passione traspare con grande intensità dalle parole di Martina Gaiga, ballerina e insegnante per l’associazione sportiva Nuova Caldiero: «Ormai insegno da otto anni in questa che non è una scuola privata, ma una polisportiva. La mia, la nostra sfida quotidiana è riuscire a portare anche qui la qualità della danza privata, tradizionalmente costosa, che io ho avuto la fortuna di frequentare grazie anche a borse di studio. – rivela Martina. – Nel mio passato ho potuto contare su una preparazione completa, dalla classica all’hip hop, specializzandomi poi all’International Dance Association di Ravenna, prima di ballare per diverse compagnie veronesi, come la Deep Impact, guidata da Olivia Lucchini, coreografa dello show del momento, Adrian».

Le quattro ragazze che hanno vinto il primo premio al Talent Show condotto da Paolo Somaggio

Un curriculum di tutto rispetto che si è trasformato in impegno e dedizione per i giovani appassionati di danza del paese termale: «Tutti noi alla Nuova Caldiero ci siamo posti degli obiettivi importanti e finalmente quest’ anno, dopo tanto tempo, stanno arrivando le prime soddisfazioni». Quattro ragazze del laboratorio avanzato di hip hop hanno conquistato infatti il primo premio al Talent Show condotto da Paolo Somaggio di Colognola ai Colli: si tratta di Giorgia Francescato, Irene Ala, Giulia Bonamini e Elisabetta Soave. «E non solo! La coreografia è stata selezionata per partecipare il prossimo febbraio alla rassegna “Danza in Fiera” di Firenze, insieme a Talking, altro lavoro che arriva dal mio progetto personale Move your Soul», aggiunge Martina, che spiega: «È un laboratorio coreografico aperto ai ragazzi dai 16 ai 25 anni con delle basi di modern dance e hip hop. Attraverso la contaminazione tra i generi, dalla commistione tra modern, danza contemporanea, hip hop e teatro danza, affrontiamo con Talking uno dei problemi della comunicazione: parlare senza riuscire ad ascoltare, il silenzio che ne deriva, la rabbia e l’impotenza che si creano da qualcosa che accade e cambia vita. È un pezzo carico di intensità, energia, stile ed emotività».

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“Vorremmo partecipare agli eventi culturali”

Un progetto ambizioso, da realizzare giorno per giorno pur senza poter usufruire di una vera e propria scuola di danza, ma della piccola palestra all’in terno del palazzetto di Caldiero: «Nonostante tutto, stiamo raccogliendo i frutti del nostro lavoro, fatto di passione, puntualità e amore», commenta la coreografa, che pensa già al futuro: «Vorremmo mettere le basi per partecipare a eventi culturali della zona, come il 9 marzo quando saremo presenti con una nostra coreografia alla presentazione di un libro che ha per protagonista proprio una ballerina».