Rimborsopoli miete vittime: una casa a rischio. La donna: «Un incubo, mi sono resa conto che anche io ero finita in questa vicenda: i rimborsi erano certificati dalla Handball Vigasio Asd».

Finti rimborsi

Una vicenda senza fine. Una telenovelas lunga e complessa come «Beautiful», solo che in mezzo non ci sono amori, tradimenti e funerali ma presunte irregolarità fiscali denunciate da decine e decine di genitori e atleti. Al centro delle denunce, che Villafrancaweek ha raccontato in esclusiva, ci sono sempre le stesse società: Handball Club Povegliano e la Handball Vigasio Asd. E anche le storie sono sempre le stesse: mamme e papà, tesserati come accompagnatori sportivi, che si sono ritrovati beneficiari di rimborsi mai percepiti e tutti del massimo importo previsto dalla normativa, 7.500 euro (solo recentemente il limite è stato portato a 10mila).

Cud fantasma crea disagi

Insieme a quelle dei genitori abbiamo raccontato della stessa disavventura capitata ad alcuni ignari atleti della pallamano, che in fase di dichiarazione dei redditi, o convocati direttamente dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Villafranca, hanno scoperto di aver guadagnato 7.500 euro senza mai averlo saputo e, soprattutto, senza mai averli percepiti. L’ultima denuncia
racconta però di un danno ben maggiore di quelli fin qui narrati: il possibile mancato acquisto di un appartamento da parte di una mamma proprio a causa di un Cud fantasma del figlio che, lo scorso anno, era ancora nel nucleo familiare.

La vicenda

La donna, che ha tre figli e vive in una casa popolare, si era rivolta ad Ater per acquistare l’appartamento. La donna voleva intestarlo al figlio ventenne che, nel 2018, ha dichiarato un solo Cud, quello del suo regolare lavoro. Ma proprio in fase di controllo documentazione emerge un secondo Cud, non dichiarato, da 7.500 euro, emesso dalla pallamano vigasiana. Basta quella cifra perché la donna capisca di essere finita, anch’ella insieme al figlio, in «Rimborsopoli»: «Mio figlio è stato tesserato con la Handball Vigasio da settembre a dicembre 2017, disputando solo tre partite, tutte casalinghe per altro. E non ha mai chiesto, avuto o concordato alcun tipo di rimborso sportivo».

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Appropriazione indebita

Il giovane lo scorso 21 giugno ha presentato una querela alla Compagnia dei Carabinieri di Villafranca contro Daniela Bonazzi, classe ‘66 nata a Bussolengo, in qualità di legale rappresentante della Handball Vigasio Asd, e Giovanni Faccini, nato a Vigasio nel 1962, quest ’ultimo in qualità di «persona centrale dell’associazione sportiva (…) che si sarebbero resi responsabili di appropriazione
indebita, lasciando all’autorità giudiziaria verificare se dai fatti di seguito sposti emergano o meno ulteriori ipotesi di reato – si legge nella denuncia – Rappresento inoltre – dichiara il giovane – che tutti i rapporti relativi sia al tesseramento che ad ogni aspetto societario sono sempre ed esclusivamente stati curati dal signor Giovanni Faccini. Per quanto mi riguarda non ho mai sottoscritto alcun tipo di contratto con la società o con il signor Giovanni Faccini né con la signora Daniela Bonazzi. Quest’ultima, in particolare, è sempre stata in disparte e non ha mai curato nessun aspetto societario».

Continua la farsa

Dopo vari tentativi mamma e figlio sono riusciti a contattare Faccini, che avrebbe detto ai due di aver provveduto in data 20 giugno 2018, ad annullare il Cud a favore del figlio, tramite una comunicazione inviata a l l’Agenzia delle Entrare di cui abbiamo potuto visionare copia: non si evince, però, che si tratti di una revoca, perché il modello è quello di una semplice Certificazione unica.

Reazioni

Rimborsopoli miete vittime: una casa a rischio. La donna: «Un incubo, mi sono resa conto che anche io ero finita in questa vicenda: i rimborsi erano certificati dalla Handball Vigasio Asd».
Eddi Tosi

«Guardi, di questa storia non ne so nulla, la apprendo da lei». Il sindaco di Vigasio, Eddi Tosi, cade dalle nuvole quando gli chiediamo che tipo di rapporto leghi la Handball Vigasio Asd al Comune e alle sue strutture: «Con il nostro Comune è successo solo un fatto particolare: la pallamano ci aveva chiesto di poter utilizzare il palazzetto ma noi abbiamo obiettato che preferiamo darlo a realtà del territorio. Così hanno ripresentato la domanda con la nuova denominazione che effettivamente cita Vigasio. Così abbiamo concesso l’uso del palazzetto per qualche serata e solo per le partite della prima squadra. Per questo servizio la società ha sempre pagato quanto previsto» ha spiegato Tosi .