“Ringrazia” il tumore: la fondatrice dell’associazione l’«Amico onlus», Roberta Motolese Biamonte, apre il suo cuore e rivela senza freni i suoi più profondi sentimenti, in nome della solidarietà.

“Ringrazia” il tumore: la testimonianza di Roberta

«Ho fondato questa associazione circa 25 anni fa – spiega la Motolese – Il mio desiderio e la mia volontà sono quelli di aiutare le famiglie con figli diversamente abili, ma non disdegno di adoperarmi per le persone bisognose che me lo richiedono – e rivolgendo il suo sguardo alla statua della Madonna a grandezza naturale che campeggia nella sede, sottolinea – Mi piace fare quello che mi detta il cuore. Offrire senza secondi fini il proprio amore è la cosa più facile del mondo, la più sensata e la più appagante». La situazione della donna non è tra le più rosee, come lei racconta: «Sono sola, mi trovo in difficoltà economiche e ho gravi problemi di salute. Un brutto male al seno mi ha colpita all’improvviso, eppure da esso, grazie alla fede, ho saputo estrapolare la parte positiva. Il mio male è stato un segno divino che mi ha fatto avvicinare a Dio – aggiunge – Sopratutto mi ha fatto comprendere quanto sia importante essere caritatevoli. Chi mi conosce da tanti anni si fida di me, e mi dà una mano».

Sotto l’albero un dono inaspettato

Grazie a «Nautica Casarola», la Motolese ha ricevuto in dono un pulmino per trasportare le persone disabili o in difficoltà, di vari paesi. «Un altro grande dono inaspettato, l’ho ricevuto durante le festività natalizie. Come di consuetudine, ho organizzato per 130 persone una festa a Santa Lucia dei Monti nel ristorante di Luciano Venturelli, il quale, al termine della serata, non ci ha permesso di pagare. Un gesto nobile che non scorderò mai, anche se devo ammettere che questa non è stata la prima volta». Una serata molto sentita, come spiega la donna, dedicata alla gioia dello spirito, grazie alla messa celebrata da don Roberto Visentini e anche a quella del divertimento e della danza.

L’appello: “Ci serve una nuova sede”

«Per me la fede è qualcosa di estremamente importante. Da quarant’anni mi reco a Lourdes per onorare la Madonna che mi è quotidianamente vicina, e che mi aiuta a lottare contro il male, per trasformarlo in qualcosa di socialmente utile, di amorevolmente compassionevole. Ma anch’io ho bisogno di aiuto». Infatti, a detta della donna, un suo grande problema è la mancanza di una sede: «Ogni giovedì – racconta – diciamo il rosario e preghiamo per le persone malate, e ogni domenica preparo il pranzo ai miei ragazzi. Purtroppo la sede che occupiamo attualmente a Caselle, in via scuole 47, dove ci sono altre associazioni, la dobbiamo lasciare il prima possibile. Il messaggio è stato chiaro: non abbiamo più acqua calda, né riscaldamento e non possiamo più usare il gas. Trovare una nuova sede per noi è di vitale importanza. Qualsiasi luogo va bene, purché comodo per i ragazzi diversamente abili, che si spostano con la carrozzina».