Mentre in città infiammano i cortei delle manifestazioni con più di 20mila partecipanti da tutta italia, e in attesa dell’intervento al Congresso della delegazione leghista, il sindaco Sboarina ha detto la sua riguardo ciò che sta avvenendo in città

La 194 non è in discussione, d’accordo con Zaia

“L’oggetto del convegno non è mai stato di mettere in discussione la legge 194, – ha messo subito in chiaro il sindaco Sboarina – così come le altre conquiste sociali di questo paese. Da Verona non parte questo messaggio e nemmeno quello che le leggi non vadano rispettate, altrettanto rispetto la nostra città lo porta alle scelte personali dei cittadini. Condivido le parole di Zaia quando ha detto che ‘l’omofobia è una patologia’. Uomini e donne devono essere liberi di scegliere la propria vita e di esprimere le proprie opinioni. Ma proprio tutti devono poterlo fare, anche i convegnisti del WCF”.

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Difendiamo l’importanza della famiglia, non siamo omofobi

“In questi stessi giorni a Verona anche il circolo Pink ha utilizzato sale comunali per esprimere la propria idea, – ha continuato il primo cittadino Veronese – per loro nessuno ha avviato lo screditamento mediatico. Dal Wcf arriva la difesa di un principio inconfutabile, e cioè che la nostra civiltà esiste perché un uomo e una donna mettono al mondo dei figli. A questo nucleo va dato sostegno quando è in difficoltà, affinché nessuno si debba privare della gioia più grande del mondo: l’arrivo di una nuova vita. Sostenere questo non significa essere omofobi, significa solo tutelare la cellula fondamentale della nostra comunità come garantito dalla Costituzione”.

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