Il consiglio di amministrazione di AGSM Verona si divide sulla questione dell’aggregazione fra le multiutility del Veneto, per la maggioranza è necessario procedere, ma c’è chi non è d’accordo.

La linea della maggioranza

Procedere con il processo di aggregazione è, secondo AGSM “l’unico modo per garantire l’indipendenza energetica della nostra regione e costi contenuti per famiglie ed imprese”, e l’azione che è stata mossa da parte dei consiglieri rappresenta “un fatto senza precedenti, gravissimo, che va contro gli interessi strategici della Città, e che soprattutto contraddice quanto fatto da questo stesso Consiglio d’amministrazione per rendere AGSM più snella, più efficiente, in grado di crescere e di generare reddito. Si stanno cercando motivi pretestuosi per minare la governance della multiutility di Verona”.

L’andamento

Nell’esercizio appena concluso l’azienda ha chiuso nettamente in positivo, con una crescita, più o meno grande, registrata in tutti i settori. Il fatturato di gruppo è salito a 814 milioni di euro, un valore che salirà ulteriormente nel 2019 a oltre un miliardo, in virtù delle gare Consip vinte nel 2018. In percentuale la crescita totale è stata del 13,6%. Gli investimenti sono risaliti, e si è raggiunto il più basso livello di indebitamento degli ultimi anni, con un aumento considerevole anche del numero di clienti. “Davanti ad azioni così nette, – ha riferito AGSM – a risultati così positivi, ad un evidente ruolo aggregante di Verona nel settore energetico, si è scelto oggi di privilegiare un disegno ostile ad AGSM ed alla Città. Una grave responsabilità politica che i Consiglieri di AGSM Verona si sono assunti oggi e della quale risponderanno ai Veronesi”.

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