Suor Pura è guerra sulla canonizzazione. Il comitato “ufficiale” e quello “ombra” sono ormai in aperto conflitto. E il vescovo tace.

Suor Pura è guerra sulla canonizzazione

Suor Pura Pagani è sempre stata una figura che ha aiutato, formato, educato e unito. E’ stata una donna venerata in vita e ancora oggi, a diciassette anni dalla sua morte, da migliaia di fedeli. Uomini e donne che credono già nella santità della religiosa, ma che non immaginano come proprio l’iter di canonizzazione di suor Pura sia al centro di un vero e proprio conflitto. Tanti i protagonisti di una storia da raccontare proprio per rispetto nei confronti dei devoti.

Il comitato ufficiale

Il 2 luglio 2001 suor Pura Pagani, nata Carmela, muore a San Zeno di Mozzecane. Lo stesso anno, a dicembre, viene fondata l’«Associazione amici di suor Pura Pagani», con Maurizio Tosoni presidente. L’associazione promuove nel corso degli anni attività di ogni tipo in memoria e onore di suor Pura, e nel frattempo si muove per proporre la causa di canonizzazione della religiosa. Dopo quindici anni dalla morte dell’appartenente alle «Piccole Suore della Sacra Famiglia», l’associazione porta all’attenzione dell’indagine diocesana la biografia per le virtù eroiche di suor Pura Pagani, il primo documento necessario per far partire il processo di canonizzazione. Un libro che sottolinei virtù cardinali e teologali della religiosa, che ne metta in luce fede, speranza e carità, che ripercorra la vita della suora per rendere evidente la fondatezza della sua santità.

Suor Pura – La bocciatura del libro

E’ qui, tuttavia, che si consuma il primo colpo di scena. Il libro presentato dall’associazione non viene accettato dal vescovo veronese, monsignor Giuseppe Zenti, che fa presente come proprio le virtù della religiosa non siano del tutto evidenti dal testo. Un rigetto che non avrebbe tuttavia definitivamente compromesso la candidatura di suor Pura e un futuro accoglimento di una seconda biografia. Nonostante ciò, è con tutta probabilità questa la scintilla da cui nasce il fuoco della disputa.

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Il comitato ombra

Dal 2017 si fa più evidente la presenza di un nuovo «comitato ombra», formato tra gli altri dall’ex sindaco di Villafranca Danilo Donisi e dall’ex presidente di Transeco e Agec Giuseppe Venturini. Un nuovo soggetto che ha come obiettivo lo stesso dell’associazione presieduta da Tosoni (quello di promuovere la causa di canonizzazione di suor Pura), ma che nonostante ciò ha vissuto proprio con il comitato originale momenti di tensione: una differenza di vedute e strategie cui si è cercato di porre freno.

L’incontro con sindaco e vescovo

Nel dicembre 2017 si è infatti svolto un incontro alla presenza dei rappresentanti delle due «fazioni», di monsignor Zenti e del sindaco di Mozzecane Tomas Piccinini. L’obiettivo quello di riappacificare gli animi, di ritrovare quell’unione d’intenti che avrebbe solo giovato alla causa di suor Pura. La fumata alzatasi al termine della riunione, però, è stata nera. E durante l’incontro, in un momento di sconforto, il vescovo scaligero avrebbe persino detto: «E ora, di chi dovrei prendere la parte?». Da allora nulla è cambiato e le posizioni restano distanti, tanto che il nuovo «comitato», così come nel 2017, anche quest’anno ha organizzato a Campofontana una messa alternativa in onore di suor Pura, un giorno prima di quella del 2 luglio di San Zeno. Una «faida» che difficilmente può far bene alla causa di suor Pura.

Fabio Epifani