Truffa diamanti attacco di Adiconsum a Fratta Pasini di Banco Bpm. “Siamo basiti dalle sue affermazioni, petitum pari a 430 milioni di euro”.

Truffa diamanti attacco di Adiconsum a Fratta Pasini di Banco Bpm

Continua l’azione di tutela di Adiconsum a favore dei consumatori che hanno investito in diamanti. “Ad oggi l’associazione scaligera – afferma Davide Cecchinato, Presidente Adiconsum Verona – sta patrocinando oltre 800 soci coinvolti nel caso. Sono tanti i cittadini veronesi incappati nella vicenda per essersi fidati dei consigli della loro banca. Alcuni istituti rimborsano i risparmiatori dell’intero capitale investito mentre il Banco Bpm formula proposte transattive insoddisfacenti che deludono le legittime pretese dei risparmiatori. Peraltro in alcuni casi viene eccepita arbitrariamente la prescrizione”.

“Basiti”

“Sulla vicenda abbiamo recentemente letto la dichiarazione del Presidente del Banco Bpm Carlo Fratta Pasini che considera il caso ‘chiuso’ poiché «[i diamanti] – dice Fratta Pasini – li abbiamo interamente spesati con gli accantonamenti messi a bilancio lo scorso anno». Tale affermazione ci lascia basiti – afferma Carlo Piarulli, Responsabile Nazionale Credito e Finanza Adiconsum – Quanto affermato dal Presidente del Banco non trova riscontro nella Relazione di bilancio. Se è un desiderata di Fratta Pasini quello di ristorare tutti i risparmiatori noi siamo contenti. Purtroppo la realtà è ben differente”.

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Ballano milioni di euro

“Inoltre – evidenzia Piarulli – a pagina 31 della Relazione del bilancio 2018 è stato scritto che per 13.300 reclami (ma noi stimiamo che il venduto coinvolga almeno 40.000 risparmiatori) il petitum complessivo, al 31/01/2019, è pari a 430 milioni di euro. Mentre – evidenzia Piarulli – le risorse finanziarie complessivamente messe a disposizione del Gruppo Bpm per fornire ristoro alla clientela ammonta a 318,3 milioni di euro, come si legge nel documento”. “Inoltre non si capisce – aggiunge Piarulli-, sebbene la Relazione abbia molte pagine dedicate all’argomento, a quanto ammonta effettivamente il controvalore totale in diamanti venduto dal Banco”. “Nelle rispettive Relazioni, Intesa San Paolo e Mps – conclude Piarulli – liquidano l’argomento in mezza paginetta scrivendo a quanto ammonta il venduto e confermando che hanno integralmente rimborsato l’investimento ai risparmiatori. E’ auspicabile che il Banco si allinei alle buone prassi degli altri istituti coinvolti nel caso”.