Truffe biologico, l’allarme parte da Villafranca. La cooperativa “La buona terra” chiede una revisione della normativa.

Truffe biologico, l’allarme parte da Villafranca

“In riferimento agli ultimi fatti di cronaca nel veronese, riguardante la produzione e la commercializzazione di prodotti agricoli biologici, ma che sembra lo fossero solo sulla carta, e che ha portato a quattro arresti – spiega Valentina Zuccher della cooperativa villafranchese “La buona terra” – ci preme ribadire, in quanto operatori specializzati del settore bio dal 1990, che il sistema delle certificazioni così come concepito dalla normativa europea, non è più sufficiente a garantire i consumatori”.

Il problema del bio nella grande distribuzione

“La massiccia presenza di prodotti biologici nella grande distribuzione degli ultimi anni, anche a prezzi molto bassi – argomento la Zuccher – ci pone di fronte a quale bio vogliamo. Per noi un prodotto biologico viene da aziende medio piccole, prioritariamente italiane e più vicine possibile, che praticano l’agricoltura biologica non solo per fini economici ma soprattutto per convinzione. Ecco perché stiamo implementando un sistema di certificazione ulteriore a garanzia dei nostri clienti”.

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“Chiediamo la revisione della normativa”

Il vero bio – conclude – passa dal canale specializzato, dove i prodotti vengono accuratamente selezionati secondo criteri di sostenibilità ambientale e di etica d’impresa. Il rispetto dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi è priorità assoluta, in un’ottica di economia circolare e solidale. Non basta dichiarare sull’etichetta che un prodotto è da agricoltura biologica. Il vero bio ha dei valori ben radicati, ecco perché chiediamo anche una revisione della normativa per evitare altri casi di frode alimentare.