Lino Banfi rappresenterà il governo nella commissione italiana per l’Unesco. A dare l’annuncio è il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, durante un evento del Movimento 5 Stelle. L’altro vice-premier, Matteo Salvini, ha subito commentato la notizia su Facebook: “”Di Maio ha annunciato Lino Banfi ambasciatore dell’Italia all’Unesco. Va bene, e Jerry Calà, Renato Pozzetto e Umberto Smaila? apriamo questo dibattito”. “Scherzi a parte, l’Italia è così bella che chiunque può difenderla e valorizzarla”.

I siti Unesco a Verona

Anche la nostra provincia è interessata dalla notizia, dal momento che può vantare ben due siti che sono diventati patrimonio mondiale dell’umanità. Si tratta della città di Verona, inserita nella lista nel 2000, e i siti palafitticoli preistorici (insieme ad altre province e regioni). Verona è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità con la seguente motivazione: “Per la struttura urbana e per la sua architettura, Verona è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti. Verona, inoltre, rappresenta in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe caratteristico, della storia europea”. La serie dei villaggi palafitticoli, invece, rappresenta “una delle più importanti fonti archeologiche per lo studio delle prime società agrarie in Europa tra il 5000 e il 500 a.C. Le condizioni di conservazione in ambiente umido hanno permesso la sopravvivenza di materiali organici che contribuiscono in modo straordinario a comprendere i cambiamenti significativi durante il Neolitico e l’Età del Bronzo in Europa in generale e le interazioni fra i gruppi umani delle regioni intorno alle Alpi in particolare”.

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La commissione nazionale italiana per l’Unesco

La commissione nazionale italiana per l’Unesco è stata istituita nel 1950 con lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’esecuzione dei programmi Unesco in Italia. La sua esistenza discende da un preciso obbligo di carattere internazionale che risale alla Convenzione di Londra del 16 novembre 1945. Tra le sue prerogative vi è la facoltà di dare pareri e formulare raccomandazioni al Governo Italiano ed alle Pubbliche Amministrazioni in relazione all’elaborazione e alla valutazione dei programmi Unesco. La Commissione assolve il compito di tutelare il nome, l’acronimo, l’emblema e i nomi di dominio internet dell’Unesco, o dei suoi programmi specifici, ed il suo uso, essendo organo di collegamento tra l’Unesco ed il proprio Governo per tutte le questioni che interessano l’Organizzazione. La Commissione, infine si adopera per: collaborare con gli organi competenti per l’esecuzione delle decisioni prese alla Conferenza generale dell’Unesco (che si svolge ogni due anni); produrre documenti e pubblicazioni periodiche per diffondere informazioni su principi, obiettivi ed attività dell’Unesco; pubblicizzare le problematiche trattate dall’Unesco; organizzare e promuovere incontri, convegni, corsi e altre attività di formazione e di studio nelle materie di competenza dell’Unesco. Più in generale, la Commissione è il braccio operativo dell’organizzazione internazionale nei singoli Stati, nei quali si occupa anche di selezionare progetti che possano avere il sostegno dell’Unesco.