La Lega di San Bonifacio organizza un’assemblea pubblica sul tema della violenza sulle donne. L’appuntamento è per venerdì 10 maggio, alle ore 21, in sala Barbarani.

Il candidato sindaco Ferrarese: “Creeremo uno Sportello Rosa per tutte e donne in difficoltà”

Il candidato sindaco Emanuele Ferrarese infatti ha precisato: “In difesa delle donne, io non voglio distaccarmi dal resto della politica, per provocare contrasti, perché invece voglio unirmi al coro di condanna che nasce sempre dopo queste deprecabili azioni, e se fosse possibile vorrei cantare anche più forte degli altri”. Il candidato della lega ha aggiunto inoltre: “Affermo con tutta la mia convinzione che qui ed ora, non c’è spazio per nessuna violenza sulle donne, nessuno spazio per il delitto d’onore e non possiamo permetterci neanche che serpeggi il dubbio del nostro impegno contro questi reati. Tutto questo appartiene al passato, e non ha niente a che fare con la società italiana e lo stato di diritto, non ha niente a che fare con la nostra cultura veneta che ci vede rispettosi verso ogni figura femminile, a cominciare dalla mamma e senza trascurare mogli, figlie e nipotine”. Ferrarese conclude promettendo: “Se sarò eletto avrò una particolare attenzione al tema della donne conferendo all’assessorato ai servizi sociali una delega specifica, con l’obiettivo di investire risorse sulle politiche femminili, con la creazione di uno Sportello Rosa, non solo per le vittime ma per tutte donne in difficoltà”.

I relatori

Tra i relatori l’avvocato Sabrina Felicioni che afferma: “Educare al rispetto è il primo passo per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione. La cosiddetta violenza di genere, legata in molti modi ad una storia oscura ed arcaica, è connessa ad un rapporto socialmente connotato, quello gerarchico tra uomo-donna, nelle forme specifiche in cui è presente nelle diverse società e culture”. L’avvocato Felicioni ha spiegato che il codice penale contempla numerose fattispecie che perseguono gravemente la cosiddetta violenza di genere, sottolineando che: “Per esperienza professionale posso dire che questi casi vengono alla luce spesso in fasi già
avanzate in quanto la vittima, spesso, è ancora legata da un forte sentimento nei confronti del reo e tende a rimandare qualsiasi azione possa avere una effettiva ripercussione sull’altra parte. A ciò si aggiunga, nei casi più gravi, anche la paura di ripercussioni ulteriori ed ancor più violente da parte del partner che possa venire a conoscenza di azioni giudiziarie poste in essere nei suoi confronti”.