World congress of families 2019 di Verona non si placano le polemiche. Dopo la presa di distanza di Palazzo Chigi gli organizzatori “tranquillizzano” sui temi.

World congress of families 2019 di Verona non si placano le polemiche

Non si placano le polemiche in vista del Congresso mondiale delle famiglie che si terrà a Verona 29 al 31 marzo. L’evento è organizzato dall’Organizzazione Internazionale per la Famiglia (IOF), da Generazione Famiglia insieme a ProVita Onlus, da CitizenGo, dalla National Organization for Marriage e dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli, tutte organizzazioni pro life e contro le istanze del movimento Lgbt.

I relatori

Tra i relatori che hanno già confermato la propria presenza ci sono Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio; Igor Dodon, presidente della Repubblica Moldava; Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia e le Disabilità; Katalin Novak, segretario di Stato e ministro per la famiglia ungherese; Attila Beneda, vice ministro per la famiglia ungherese; Federico Sboarina, sindaco di Verona; Massimo Gandolfini, presidente del Family Day; dottor Allan Carlson, autore e co-fondatore dell’Howard Center; Ignazio Giuseppe III, Patriarca della Chiesa cattolica sira; Konrad Glebocki, ambasciatore polacco in Italia.

La polemica interna al Governo

“C’è stato un tempo in cui le donne più emancipate e gli omosessuali venivano bruciati sui roghi. Pare qualcuno abbia nostalgia di quel periodo oscuro. Non io!” ha scritto, pubblicando anche un articolo che ricostruisce le posizioni di alcune delle associazioni protagoniste dell’evento, il sottosegretario M5S Stefano Buffagni. Si erano rincorse voci su un possibile patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri all’iniziativa, ma poco dopo è arrivata la precisazione: “La Presidenza del Consiglio non ha mai ricevuto nessuna richiesta di patrocinio per il ‘World congress of families’, in programma a fine marzo a Verona, né quindi ha potuto mai concederlo. Si tratta di una iniziativa autonoma del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, attraverso procedure interne agli uffici e che non hanno coinvolto direttamente la Presidenza del Consiglio”.

Leggi anche:  Gli Alpini Veronesi sull'Ortigara a "Far Memoria"

La replica degli organizzatori

«State sereni Spadafora (sottosegretario M5s alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità, ndr) e Co, abbiamo tutti i permessi e stiamo seguendo tutte le procedure per fare il più grande World Congress of families mai visto, ed è tutto in piena regola»: questo hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidenti di Pro Vita e Generazione Famiglia e organizzatori insieme all’International Organization for the Family del prossimo Congresso Mondiale delle Famiglie, in merito alla presa di distanza espressa da Palazzo Chigi circa il patrocinio del governo al XIII Congresso Mondiale delle Famiglie. «Viste le perplessità espresse dal sottosegretario Spadafora», ha aggiunto Coghe, «vorrei invitarlo a cena a casa mia per spiegargli la bellezza e le problematiche di una famiglia italiana con più di un figlio, io ne ho quattro, e per raccontargli la mission della kermesse internazionale che stiamo organizzando». «Per quanto riguarda i timori del sottosegretario del M5s Stefano Buffagni», ha concluso Brandi, «che evoca il ritorno del Medioevo con donne emancipate e omosessuali bruciati sui roghi, si inventa orrori mai pensati e lo invito caldamente al workshop sulla “Donna nella storia” così forse potrà essere più informato sul grande ruolo che la donna ha avuto nel cosiddetti “secoli bui”. Comunque vorremmo tranquillizzarlo che il tema del Congresso è promuovere il ruolo fondamentale della famiglia».