Il gesso fa più bella la casa. Tecnicamente è chiamato solfato di calcio, minerale presente in natura in due forme diverse: biidrata, quindi associato a due molecole d’acqua, oppure anidra, senz’acqua. Proprio la presenza d’acqua, che può essere eliminata previa cottura, oppure restituita al minerale con l’idratazione, caratterizza il gesso determinando il tipico processo della presa, fondamentale nella fase di formatura. Una particolarità che lo rende ottimo per gli interni, ma sicuramente inadatto agli esterni dove un manufatto può sciogliersi facilmente in seguito a una semplice pioggia. Il gesso viene distribuito in polvere sfuso, o in sacchi, o premiscelato con inerti. In alcuni casi viene trasformato in manufatti come le lastre di gesso rivestito o in blocchi in gesso o latero gesso o in pannelli per controsoffitti: in tal modo è di più semplice lavorazione.

Il gesso, le applicazioni più comuni

Le applicazioni più comuni riguardano l’edilizia, dove viene utilizzato negli intonaci interni per pareti e soffitti o nei massetti di sottofondo per pavimenti. Le lastre di gesso rivestito sono normalmente usate per la costruzione di tramezzature, di controsoffitti e di rivestimenti di strutture edili. I blocchi per tutte le pareti e tramezzature interne non portanti. La versatilità del materiale e l’ampia gamma dei sistemi a secco di prestano a soddisfare sempre nuove proposte di design. Le prerogative come la sua incombustibilità o come la sua capacità di assorbire umidità e restituirla quando l’ambiente diventa secco, ne fanno elemento di insostituibile importanza. Con ragione, c’è chi afferma che il gesso è un materiale che respira e per questo motivo ottimo in casa.

Partiamo dalle origini

Lo usavano e lo apprezzavano già gli antichi Egizi che lo utilizzavano nei monumenti sepolcrali, ma lo ritroviamo anche nei palazzi dell’arte minoica e greca e, successivamente, nell’architettura romana. E’ nel periodo di fioritura dell’arte paleocristiana che il gesso diventa minerale per la realizzazione di manufatti e decori in serie grazie all’utilizzo abituale di stampi e matrici in legno. Compaiono le prime scuole: artisti dai cantoni svizzeri e dalla Germania meridionale si radicano nell’Italia settentrionale, assimilando presto i caratteri figurativi dell’arte classica; il loro movimento interesserà la Francia, l’Inghilterra, la Germania e la lontana Russia. Come accaduto anche per molti altri settori, in Italia il gesso ha cominciato ad affermarsi a partire dal Rinascimento durante il quale si sperimentarono molteplici tecniche decorative, oltre a quella che appunto prevedeva l’uso del gesso.

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Ancora un pizzico di storia

Le prime produzioni artistiche ruotano intorno alle figure di Raffaello e Michelangelo: con loro l’arte dello stucco si afferma nella scuola romana. Sulla loro scia nacquero numerosi artisti che diffusero le tecniche su tutto il territorio italiano. Ma non va dimenticato il manierismo della scuola toscana e quella lombarda con le sue forti influenze franco-germaniche. L’arte figurativa del Seicento barocco è contrassegnata dall’alto livello raggiunto nell’uso del gesso. Nel Settecento il panneggio nella decorazione a gesso è la cornice scenica che avvolge il soggetto. Nell’Ottocento l’uso del gesso diventa prevalente su ogni altro materiale da modellazione. Nel Novecento, con l’avvento del razionalismo, l’uso del gesso viene accantonato. Ma con l’industrializzazione, e l’affinamento dei processi produttivi, si aprono nuovi fronti e si scoprono i vantaggi che il gesso porta con sé: compattezza, durevolezza, igienicità e sicurezza.

Per ambienti prestigiosi

Il gesso è presto diventato uno dei più utilizzati materiali per la decorazione di ambienti prestigiosi. Fregi e decori possono essere realizzati dai professionisti direttamente in opera. Oppure prodotti in serie con stampi di varia natura, che hanno costituito la base decorativa di ambienti sontuosi. Ed, a volte, anche la base di architetture di grande pregio ed effetto artistico. Grandi cornicioni di coronamento di saloni importanti, modanature di complessi e articolati spartiti a soffitto, la severa geometria di squadrati cassettonati, o il susseguirsi fitto e reticolare di di riquadrature e cornici che suddividono una parete settecentesca, a colonne e lesene disposte in architetture non strutturali. Con il gesso si realizzano anche scenografie plastiche e commemorative che la critica considera di minor valore. Ma che per raffinatezza di esecuzione sono da considerare alla stessa stregua della scultura.