Accoltella l’ex compagna: la testimonianza dell’ispettore. A soccorrere per primo la donna è stato Andrea Scamperle che, nel pomeriggio, ha raccontato la vicenda.

Tentato omicidio

Due colpi, uno vicino al costato e l’altro al volto, con un coltello da cucina in ceramica. È l’epilogo del litigio della mattina di oggi, martedì 23 ottobre in via Piave a Verona. Una relazione finita quella tra i due giovani rumeni, lei classe 1987, lui 1988 e dalla quale è nata una bambina. Da quanto appurato dai carabinieri del Comando Provinciale si tratta di due persone che hanno vissuto per strada insieme. La donna è entrata in una casa famiglia durante la gravidanza e la relazione è finita. Grazie ai servizi sociali ha anche trovato un lavoro in una ditta di pulizie che attualmente lavora per il Leon D’oro, luogo vicino al quale è avvenuto l’accoltellamento questa mattina.

Si è costituito

Mentre la donna veniva portata in ospedale, le Forze dell’Ordine hanno iniziato le attività di ricerca, finita nella mattinata visto che l’uomo si è costituito al Comando provinciale dei carabinieri con in mano il coltello ancora insanguinato. I carabinieri hanno spiegato che l’uomo avrebbe compiuto l’insano gesto perché l’ex compagna non gli permetteva di vedere la figlia.

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La testimonianza di Scamperle

In quel momento l’ispettore superiore Andrea Scamperle era in auto, si stava recando in Questura, come ogni giorno, ma appena si è accorto di quanto stesse avvenendo è smontato dall’auto e corso in aiuto della donna. Spaventato dalle urla di Scamperle, l’uomo è fuggito, per poi costituirsi nella caserma dei carabinieri. “Sono passate moltissime persone – ha raccontato l’ispettore superiore Scamperle -. Era sufficiente fermarsi, osservare anche da lontano e chiamare il 113, che mi risulta non sia stato fatto”.