L’ultimo saluto all’ex sindaco di Castelnuovo del Garda si è tenuto mercoledì 8 agosto, al mattino, nel piazzale davanti al Comune.

Il tragitto dalla casa al Comune

Dolore e lacrime hanno invaso il paese mercoledì mattina. L’ultimo saluto all’ex sindaco di Castelnuovo del Garda, l’ultimo viaggio davanti al Comune. Ferdinando Emanuelli si è spento domenica 5 agosto dopo aver lottato contro il cancro. “C’era speranza, eravamo tutti convinti che sarebbe riuscito a superare tutto. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno” hanno raccontato l’amica Cinzia Zaglio, e i consiglieri  Rossella Vanna Ardielli e Giovanni Dal Cero. Zaglio è rimasta al suo fianco fino alla fine, perché lei e il marito Edo Risi non lo hanno mai lasciato solo. Ad allestire il suo ultimo “podio” è stato Alessandro Menegardo. Emanuelli abitava in una corte a pochi metri dal Comune, è stato salutato nel salotto di casa sua tra le lacrime della moglie Francesca e il dolore per aver perso un fratello politico, Cinzia Zaglio.

 

In memoria di Ferdinando

Tante le parole spese per questo ex sindaco che a 14 anni dalla fine del suo secondo mandato, aveva ancora consenso in paese. Un uomo “spigoloso” e serio, ma decisionista e responsabile. Un primo cittadino che “Sapeva prendersi le proprie responsabilità” hanno affermato molti.

 

“Quello che hai amato”

Sindaco per due mandati, dall’aprile del 1995 e giugno del 2004, Ferdinando Emanuelli è stato ricordato in questi giorni dalle persone a lui vicine in vita per le opere che ha portato a termine e che ha amato. Tra le tante che hanno toccato la viabilità del paese, il sociale lo ricorda così Zaglio:” Ferdinando è stato un sindaco di grosso calibro, acculturato e competente a 360°, è stato un grande amministratore, ma soprattutto un grande uomo e proprio mercoledì pomeriggio, insieme ai famigliari, abbiamo ricevuto tante telefonate da parte di Enti, singoli cittadini che hanno vissuto momenti di disagio che hanno ringraziato per la beneficenza silenziosa e in forma privata a loro riservata”. Tanti i ricordi delle “sue” donne, quelle che lo hanno sempre sostenuto politicamente, come Mirta Parisi e Marilinda Berto.

Tante le opere che sono state ricordate e che sono state elencate nell’articolo di Gardaweek in edicola domani, sabato 11 agosto. Tra tutte, i suoi consiglieri ricordano quelle che gli portarono enorme soddisfazione: gli impianti sportivi di via Oregolo a Castelnuovo del Garda. Emanuelli sistemò e realizzò l’area verde, il bar annesso e la pagoda utilizzata da molti per le feste dei bambini. Nella stesa via fece costruire il palazzetto dello sport, Emanuelli è stato un uomo molto sportivo: dal calcio al volley, sport per il quale ha fondato la società “Volley Castelnuovo” portandola ai vertici del successo.

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Da sindaco a sindaco

Non solo elettori, parenti e amici. Emanuelli è stato stimato anche da chi ci fu prima di lui, Giampaolo Fogliardi. Ecco la lettera a lui dedicata, qualche riga che viene dal profondo, in silenzio, che ricorda inoltre quegli anni in cui Emanuelli e Fogliardi si “passarono il testimone” per far crescere il paese.

 

 

 

“Ciao Ferdinando, ciao Sindaco,

sento profondo il desiderio di salutarTi, ricordando quel 25 aprile 1995 , quando in Piazza a CAVALCASELLE io, Ti consegnavo la guida dell’Amministrazione Comunale  dopo dieci anni di Sindaco e in quel ricordo cercare di esprimere il  saluto di una Comunità a chi, per un importante e lungo periodo della propria vita,  ha dedicato il Suo tempo per servirla.
Non è questo il luogo , né il momento per ricostruire e/o narrare vicende , storie, episodi della militanza. In politica ci si può scontrare, dividere, essere avversari, quello che conta però è che rimanga il rispetto delle persone  e dei loro pensieri, la considerazione del sacrificio e del tempo dedicato, tolto alla famiglia, alle persone care,  per dedicarlo alla missione intrapresa. In questo va rispettato e ricordato chi di questa missione se ne è fatto attore e interprete.
Ognuno di noi verrà ricordato per quanto avrà seminato, servito, caratterizzato, ma sempre con il sentimento di riconoscenza per l’opera svolta.
La morte, il mistero della morte, ci interroga pesantemente, ancor di più per una morte precoce come la Tua, ma  che ci rafforza ed incoraggia  nella convinzione del donare, servire, seminare per la Comunità in cui si vive ,per lasciare, come scriveva un vecchio Parroco del nostro Comune, alle future generazioni , il compito di “….non lasciar spegnere, né affievolire , la lampada dell’amore che noi abbiamo cercato di tenere accesa”.

Giampaolo Fogliardi”.