Un vero e proprio lager, questo è quanto affermato da chi ha messo piede nell’allevamento degli orrori a Isola della Scala, in provincia di Verona.

Allevamento lager

Gli oltre 300 animali che vi erano detenuti, cani e altre specie da giardino, vivevano in recinti piccoli e sporchi, erano malati, malnutriti e con un notevole carico di stress a causa delle terribili condizioni in cui erano costretti a passare ogni giorno della loro vita. Molti animali soffrivano di dermatiti, otiti, parodontiti, ernie, ulcere, lesioni cutanee ed oculari, tumori mammari, diarrea profusa e parassitosi. Le fattrici, inoltre, venivano sfruttate per la produzione di cucciolate senza alcuno scrupolo per la loro salute fisica e mentale.

Rinvio a giudizio

Il Pubblico Ministero di Verona ha richiesto il rinvio a giudizio per i gestori e la veterinaria dell’allevamento “Amico Cane” di Isola della Scala in provincia di Verona. Secondo il Pubblico Ministero le condizioni dell’allevamento erano assolutamente inadeguate da un punto di vista sanitario ed etologico.

La LNDC si è costituita parte civile

Visa la gravità di quanto emerso, la Lega nazionale per la difesa del cane si è unita alla denuncia costituendosi parte civile nel procedimento. “Appena siamo venuti a conoscenza di questa gravissima situazione ci siamo uniti alla denuncia e siamo stati ammessi parte civile nel procedimento”, racconta Michele Pezone – Legale e Responsabile Diritti Animali di LNDC Animal Protection. “I reati contestati ai gestori e alla veterinaria sono ovviamente il maltrattamento e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche, ai sensi degli articoli 544-ter e 727 del Codice Penale”.

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“Immagini difficili da sopportare”

“Le immagini provenienti da questo cosiddetto allevamento sono davvero difficili da sopportare, ma purtroppo non rappresentano un caso isolato”, commenta Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “La verità è che ci sono purtroppo ancora troppi allevatori che considerano gli animali soltanto delle merci da sfruttare per il maggior guadagno possibile, senza il minimo riguardo per il loro benessere. Per questo motivo sosterremo sempre che la cosa migliore da fare è non alimentare questo business ma adottare un animale bisognoso dai tanti canili che da nord a sud sono pieni di cani in cerca di una famiglia.”