Anna Ruzzenenti: troppi dubbi, cosa è successo a questa giovane?  Nelle immagini in ospedale la giovane appare assente, tanto che chi rende pubblica la foto nella chat degli italiani esplicita i sospetti che fosse «drogata».

La storia che non convince

Troppi dubbi: cosa è successo davvero ad Anna? Dopo un primo tentativo di suicidio la giovane sarebbe riuscita, poche ore prima del rimpatrio, a raggiungere il mare e a compiere il gesto estremo. A Playa del Carmen, Messico, ci sono tanti italiani, quasi tutti occupati nel settore turistico. E per rimanere in contatto hanno creato un gruppo WhatsApp che si chiama «Associazione Italiani Riviera Maya».

 

La foto

È in quel gruppo che mercoledì 19 dicembre alle 8.18 viene postata una foto di Anna Ruzzenenti, 27enne di Bardolino istruttrice subacquea con la passione per i viaggi. La ragazza si trova in Messico dal 13 dicembre, quando si era imbarcata su un aereo per una vacanza in solitaria. In quel momento Anna è viva, ma il suo viso è stravolto. A postare la foto è una certa Anna, che poi chiede: «Questa ragazza è all’ospedale generale. Chi la conosce? Dice di fare immersioni. La possono fare uscire però deve andare qualcuno a prenderla. E’ in ospedale da ieri (martedì 18 dicembre, ndr), sembra sia entrata per droghe. Però lei non si ricorda di nulla».

Prime stranezze del caso

È chiaro che chi scrive si trovava con la giovane bardolinese o aveva ricevuto foto e notizie di prima mano, finanche il nome, che storpia in «Zenati». Ma, contattata da noi, ha detto di non averla incontrata personalmente. Ed è strano che nessuno, dall’ospedale, parli in quel momento del tentativo di suicidio della ragazza. Sempre nella stessa chat un’italiana scrive che la famiglia sarebbe stata informata del ricovero della ragazza già martedì 18 dicembre e che Anna, uscita dall’ospedale, «era seguita dal Dif (servizi sociali) e stava bene, ma se n’è scappata di nuovo».

Seguita dal Dif

Subito dopo, un’altra donna, dall’italiano stentato, scrive che la ragazza «è stata aiutata dall’assistenza sociale del Dif, che le avrebbe offerto di rimanere con loro, ma lei non ha voluto». Sempre il 19 dicembre, attorno alle 13, l’emittente Canal10 pubblica l’articolo con il video di Anna, con lo sguardo ancora completamente assente e vestita con la stessa felpa che aveva durante il ricovero, che si dirige verso il mare prima di essere bloccata da una donna, Obed Flores Gomez, direttore degli assistenti sociali, e da un poliziotto. Una volta bloccata non oppone nessuna resistenza, come se fosse in trance, e segue la donna verso l’interno del paese.

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Il ritrovamento del corpo

La testata messicana riferisce che Anna si trovava in spiaggia perché aveva chiesto, prima di essere rimpatriata (viaggio per l’Italia previsto per giovedì), di rivedere il mare «dove il giorno prima (martedì 18 dicembre) aveva tentato il suicidio». Il corpo di Anna Ruzzenenti sarebbe stato rinvenuto la mattina del 20 dicembre in acqua, a pochi metri dalla spiaggia situata nelle vicinanze dell’hotel Royal Hacienda. Quel punto dista oltre 7 chilometri dall’ospedale generale (leggermente più vicina è invece la sede dei servizi sociali) dove Anna era ricoverata, e per arrivarci a piedi si impiegano 90 minuti. Potrebbe essere annegata in un altro punto e spinta dalla corrente. Può darsi, ma purtroppo non ci sono testimoni, mentre tante sono le domande e poche le risposte: come è stato possibile che Anna, in stato confusionale e che avrebbe poco prima tentato il suicidio, viene lasciata incustodita e libera di mettere in atto il suo proposito? Dovranno rispondere gli investigatori messicani e l’ambasciata italiana, che ha garantito di seguire il caso con attenzione.