Dal 2017 effettuavano rapine tra Verona, Padova e Mantova. Cinque di loro, pregiudicati a vario titolo sono ora nel carcere di Verona.

Le rapine

Agivano durante la notte, introducendosi all’interno delle abitazioni utilizzando n piede di porco. Una volta entrati il modus operandi era sempre lo stesso. Portavano via tutto ciò che di valore trovavano in casa, e quando i proprietari si accorgevano della loro presenza li obbligavano con percosse, o minacciandoli con una pistola a mostrargli la cassaforte. In tutto sono state commesse 18 rapine di cui 11 furti in abitazione. Diversi furti sono stati commessi anche all’interno delle aziende agricole, dove portavano via attrezzi da lavor, come trapani o pialle, ma anche generi alimentari.

La banda

Composta da 13 membri, tutti di origine marocchina o rumena, arrestati più volte tra novembre 2017 e dicembre 2018. I rapinatori, alcuni di loro senza fissa dimora, avevano tutti domicilio nelle zone di San Giovanni Lupatoto, Oppeano, o Roverbella, nel Mantovano. Tra gli ultimi cinque, arrestati ieri, anche i due responsabili, un marocchino (classe ’86) e un rumeno (classe ’94), della rapina con tentato stupro a Ca’ Degli Oppi di dicembre 2018,  e uno dei sei marocchini (classe ’87) responsabili della rapina effettuata a Goito nel dicembre 2017. Gli altri due, entrambi pregiudicati, sono anch’essi di origine marocchina, classe’91 e classe ’97. Tutti e cinque sono stati presi in custodia nel carcere di Verona.

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L’area d’azione

I paesi interessati dai furti sono stati: Ca’ degli Oppi, Vigasio, Nogarole Rocca, Gazzo Veronese, Pescantina, Legnago, Roverchiara, Roverbella, Albaredo d’Adige, e Terrazzo. I rapinatori, si spostavano da una casa all’altra utilizzando auto rubate, che lasciavano di volta in volta sui luoghi dei furti.

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