Arrestato a Verona il re del crimine: ha 40 capi di imputazione. Contestati, oltre ad una carriera decennale nello spaccio di droga, anche violenza sessuale, rapine, atti persecutori e altre decine e decine di condotte illecite.

Arrestato a Verona il re del crimine: ha 40 capi di imputazione

Quaranta capi di imputazione, tre più della sua età. Samir Tamr, 37 anni, di nazionalità marocchina, è stato arrestato dalla Polizia di Stato il 29 maggio scorso, ma questo è solo l’ultimo atto di una storia che parte, come minimo, oltre 10 anni fa. A questa data, infatti, gli investigatori fanno risalire l’inizio della sua “carriera” nel mondo dello spaccio di cocaina, portato avanti nel salotto della città, Piazza Erbe, dove giungeva a piedi ospitato da un cliente-amico in un appartamento che si affaccia su via Cappello.

Il divieto di dimora del 2018

Il Tribunale di Verona nel luglio del 2018 aveva emesso un divieto di dimora all’indirizzo di Tamr, illegale sul territorio italiano, perché responsabile di resistenza a pubblico ufficiale. La Polizia di Stato riceve però diverse segnalazioni non solo della sua presenza, ma della florida attività di spaccio portata avanti nel salotto della città. Così a fine agosto l’uomo viene arrestato e il divieto di dimora viene trasformato in custodia cautelare in carcere.

L’arresto e la reazione delle sue vittime

Quando la notizia del suo arresto si diffonde, molte sue vittime trovano il coraggio di recarsi dalla Polizia e denunciare i soprusi subiti dal 37enne, spalancando una porta sull’orrore quotidiano di cui Tamr era protagonista a suon di violenza e minacce. Così il 12 ottobre 2018 il pm Bertini ottiene dal gip Vacca la nuova ordinanza di custodia per violenza sessuale aggravata, tentata violenza sessuale e atti persecutori. Le accuse sono relative alla relazione che Tamr aveva instaurato con una 20enne veronese, già fidanzata, e costantemente minacciata con un video intimo che il marocchino avrebbe diffuso se la donna non avesse obbedito a tutte le sue richieste.

La terza ordinanza di custodia

Il 29 maggio scorso il gip Ferraro ha firmato una nuova ordinanza di custodia, notificata in carcere, relativa a 40 capi di imputazione (per uno non è prevista però la custodia in carcere). L’elenco è sterminato, e va dalla cessione di droga alla rapina, dagli atti persecutori alla violenza familiare. Come emerge dalla carte, l’uomo avrebbe avuto circa 30 clienti fissi, a cui cedeva quotidianamente droga nei bar del centro; ogni sera riusciva a smerciare anche 50 dosi, utilizzando, per muoversi, i taxi, ai cui conducenti lasciava generose mance.

Il marketing della droga e i favori

Tamr era anche un esperto di “marketing”: per attirare nuova clientela usava cedere gratuitamente le prime dosi di cocaina, e utilizzava la droga come merce di scambio per altri favori. Favori sessuali, anche, chiesti come contropartita per la droga alle giovani clienti, quasi tutte giovani e veronesi.

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La doppia rapina

Il 4 agosto 2018 Tamr avrebbe rapinato un suo cliente di un Rolex da diverse migliaia di euro. Dal nulla, dopo avergli ceduto la droga, gli avrebbe strappato il prezioso orologio, prima di iniziare con l’uomo una colluttazione. L’intervento di un amico della vittima avrebbe convinto il duo a trasferirsi in via Cappello, nell’appartamento in cui stazionava Tamr: lì, però, la situazione sarebbe degenerata, e il marocchino avrebbe minacciato di morte, con una forbice, entrambi. Il terzetto si era ripromesso di vedersi l’indomani, e in cambio di 1.000 euro avrebbe restituito l’orologio; al momento dell’incontro, però, Tamr avrebbe strappato la busta con i soldi dalle mani della vittima e non avrebbe consegnato l’orologio.

La cliente derubata pure dei vestiti

Nell’ottobre 2017 Tamr porta della droga ad una cliente. Come da copione, non appena vede che la donna indossa un Rolex del 1974, glielo strappa con violenza e se ne appropria. Non pago, ordina alla donna di aprire gli armadi e consegnargli tutti i vestiti, così da regalarli alla sorella. Il 23 maggio 2017 torna a casa della donna per un’altra cessione di droga. Quest’ultima gli offre i 90 euro pattuiti, ma l’uomo ne chiede 120. Non avendoli offre a Tamr il bancomat e il pin per prelevarsi il resto. Ma l’uomo preleva 1.200 euro e, ovviamente, se li tiene. Le donne, purtroppo, sono le sue vittime predilette, e nell’ottobre 2017 rapina un’altra ragazza dei Ray Ban da sole che indossava e dei 30 euro che aveva in borsetta.

Quando costrinse la sua compagna a “guardare”

Tamr è accusato anche di maltrattamenti in famiglia. Nel 2014 infatti conviveva con una italiana in Borgo Roma. Oltre alla sua consueta violenza fisica e psicologica, oltre alle botte che le fratturano il naso, costringe la donna a guardare i rapporti sessuali tra lui e le altre giovani donne che portava a casa.

Fidanzato in ginocchio

In una delle sue tante avventure amorose Tamr incontra una giovane che ha già un fidanzato. Ne nasce una storia clandestina, in cui lui però mostra il solito atteggiamento violento e geloso. La donna, esausta, tenta di interrompere la relazione, ma lui convoca in casa sua sia lei che il fidanzato perché, dice, andrebbero in giro a parlare male di lui. Giunti in casa costringe il fidanzato a inginocchiarsi, sotto la minaccia di una spada, e picchia lei. Un testimone, audito dalla Polizia, conferma come Tamr considerasse le donne come schiave. E, dal quadro che emerge, non pare esistere motivo per dubitarne.