Arrestato un cinese per false attestazioni a Peschiera del Garda.

Arrestato un cinese per false attestazioni

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Peschiera del Garda, hanno arrestato C. D., cittadino cinese, classe ’63, clandestino, in flagranza del reato di false attestazioni a Pubblico Ufficiale. Nella serata del 23 agosto, durante un servizio perlustrativo, i Carabinieri hanno eseguito un controllo all’interno della sala slot “Admiral Club” di Bussolengo al fine di identificare gli avventori; nella circostanza, gli operanti hanno chiesto i documenti di riconoscimento a un soggetto di nazionalità apparentemente cinese presente nel locale che ha subito risposto, sia verbalmente sia mimando con gesti il diniego, facendo intendere di non esserne in possesso. L’uomo, inoltre, ha cercato di eludere il controllo e di allontanarsi verso l’uscita, ma è stato prontamente bloccato dai militari. A quel punto, per consentirgli di avere piena cognizione del controllo, i Carabinieri hanno individuato un altro cittadino cinese al fine di fare da intermediario. Alla presenza dell’interprete così reperito, si è proceduto a fare compilare al soggetto controllato un verbale di identificazione, consistente in un modello recante le domande di rito finalizzate all’identificazione (cognome, nome, data di nascita, luogo di nascita, luogo di residenza) con traduzione dei relativi termini di riferimento in più lingue.

False generalità

Il soggetto controllato, dopo aver scritto le proprie generalità anche in lingua cinese, ha indicato i suoi dati in: W* Y** nato in Cina il */**/1963, ivi residente, in Italia senza fissa dimora. E’ stato quindi eseguito un controllo nella Banca Dati delle Forze di Polizia, che ha dato esito completamente negativo, anche in relazione a documenti inerenti il regolare soggiorno sul territorio dello Stato. Considerate le circostanze, nonché l’atteggiamento manifestato dal sedicente W. Y., che aveva tentato più volte di eludere il controllo, si è proceduto al suo accompagnamento presso il Comando Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda ove è stato sottoposto a procedura di identificazione mediante foto-segnalamento. L’esito dell’accertamento dattiloscopico ha evidenziato che il soggetto presentatosi con le generalità di W. Y., risultava in realtà il predetto C. D., titolare di permesso di soggiorno straniero, rilasciato dalla Questura di Firenze nel 2013 con scadenza in data 29/06/2015; dall’esito AFIS, inoltre, sono emersi circa 10 ALIAS a carico del soggetto, nonché precedenti penali in ordine a reati di falsa attestazione o dichiarazione a P. U. (con conseguente arresto per esecuzione pena in data 23.01.2015), reati contro il patrimonio e reati inerenti la violazione delle norme sull’immigrazione, tutti con le generalità esatte di C. D.. A tal proposito, con le corrette generalità, C. D. è risultato anche destinatario di provvedimento di espulsione da eseguire emesso nel febbraio 2019 dal Prefetto di Taranto con contestuale ordine del Questore di Taranto di lasciare il territorio dello Stato entro sette giorni dalla data di notifica, avvenuta il 07 febbraio scorso. Acquisita la documentazione relativa al provvedimento di espulsione da eseguire, si è avuta ulteriore conferma delle corrette generalità del soggetto, in quanto presente copia del passaporto rilasciato a nome di C. D.. In considerazione di ciò, atteso lo stato di flagranza del delitto, gli indizi di colpevolezza in merito alle generalità dichiarate, palesemente difformi, l’esatta ed imprescindibile corrispondenza degli accertamenti dattiloscopici e del codice univoco di identificazione, corrispondente al soggetto fermato C. D., l’ulteriore conferma dell’identità del soggetto, data dall’acquisizione di copia di passaporto rilasciato dal paese di origine a suo nome, si è provveduto all’arresto in flagranza di reato a carico dello stesso per la violazione dell’art. 495 del Codice Penale. Il malfattore, al termine delle incombenze di rito, è stato ristretto presso la camera di sicurezza del Comando Compagnia di Peschiera del Garda, fino alla celebrazione del rito direttissimo in data 24 Agosto 2019, all’esito del quale è stato condannato a 10 mesi e 20 giorni di reclusione e rimesso in libertà.