I carabinieri della stazione di Illasi e quelli del Nucleo ispettorato del lavoro di Verona, diretto da Roberto Romillo, nell’ambito di un’operazione di contrasto al fenomeno del “caporalato”, hanno denunciato P.M., cittadina rumena titolare di una cooperativa agricola della zona. La donna è stata ritenuta responsabile di intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro di 4 suoi connazionali, irregolarmente impiegati in un’azienda agricola della Val d’Illasi come braccianti.

“Caporalato” in agricoltura, lavoratori sottopagati

Dagli attenti accertamenti effettuati dai militari dell’Arma è emerso, infatti, che per tali lavoratori la “sfruttatrice” corrispondeva, una paga oraria effettiva di 4,50 euro, ben inferiore a quella di 6,50 euro pattuita ed a loro spettante.  L’imprenditrice, inoltre, pretendeva la loro disponibilità anche di domenica, unico giorno di riposo dei lavoratori. Le ulteriori indagini hanno verificato che eventuali rimostranze dei braccianti venivano ripagate con immediati licenziamenti.

Gravi carenze igienico-sanitarie

Come se non bastasse, i carabinieri, con l’ausilio del personale sanitario dell’Ulss 9 Scaligera, riscontravano gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario presso l’immobile dormitorio ove i lavoratori venivano ospitati. In particolare, un sovraffollamento dovuto agli eccessivi posti letto in proporzione ai servizi igienici, l’impianto di riscaldamento non funzionante, e, soprattutto, la presenza nelle camere di pericolose bombole di Gpl senza adeguati condotti di aspirazione e scarico.

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Multa da 20mila euro

Al termine del laborioso lavoro dei militari dell’Arma, gli accertamenti rendevano possibile contestare all’imprenditrice sanzioni penali per un ammontare di oltre 20mila euro per la violazione di diversi articoli del D. Lgs 81/2008 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.