Droga dalla Valpolicella a Trento: sgominata la banda. Le indagini sono partite da una prostituta che acquistava stupefacenti dalla gang.

Droga dalla Valpolicella a Trento: sgominata la banda

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento, comandati dal capitano Andrea Oxilia, nelle prime ore di oggi hanno concluso l’operazione “Panorama Trènt”, traendo in arresto nell’arco della lunga indagine (condotta da febbraio ad oggi) complessivamente sette soggetti, dei quali tre “recidivi”. E’ questa la quarta operazione che tale reparto esegue nel 2018, sotto la direzione della Procura Distrettuale di Trento.

I dettagli dell’operazione

L’operazione Panorama Trènt (che offre per l’appunto una panoramica sui reati quotidianamente più frequenti nel centro storico della città del Concilio) è racchiusa in un’ordinanza di custodia cautelare in carcere spiccata dal gip Marco La Ganga su richiesta del pm Davide Ognibene nei confronti di sei persone prevalentemente di origine magrebina, tutte orbitanti tra il centro storico di Trento e la Valpolicella, ritenute responsabili dello smercio al dettaglio di cocaina ed eroina (registrate ben più di 100 cessioni). Un italiano, tra i sei, invece è stato sottoposto ai domiciliari per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Indagine partita da una prostituta

Proprio dalle attente verifiche svolte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento sulla prostituta italiana trentenne che veniva sfruttata in Corso Buonarroti, si è aperta l’indagine su due magrebini (Hamdi Basswh, marocchino del 1984 e Zaydoun Khamasi, tunisino del 1980) che le cedevano eroina e cocaina e che avevano un ampio ed eterogeneo bacino di clienti in città.

La pista fino alla Valpolicella

Ad aprile un primo riscontro certo è consistito nell’arresto di un marocchino cinquantenne, Miftah el Mostafa, residente in Valpolicella, che nell’ambito dell’odierna indagine aveva la chiara funzione di corriere della droga da Sant’Ambrogio e Domegliara sino a Trento, più precisamente sino ai due magrebini protagonisti dello spaccio sulla piazza cittadina. Ad essi avrebbe consegnato 10 grammi di cocaina purissima che l’Arma ha prontamente intercettato e sequestrato all’uomo.

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Appostamenti anchesui treni

Le investigazioni, consistite anche in lunghi appostamenti sui treni della tratta Fs regionale veronese-trentina su cui venivano spostate le partite di cocaina ed eroina, hanno consentito di far luce su di un altro soggetto marocchino avente la medesima funzione di galoppino dalla Valpolicella a Trento, tale Kalid Dahbi “valido” sostituto dell’arrestato Miftah. I suoi contatti costanti proprio in Valpolicella hanno consentito di individuare i maggiori approvvigionatori di stupefacenti che dal veronese venivano convogliati su Trento città: Mourad Toudi (residente a Chiari ma attivo su Verona) e Samir El Farssani (residente a Domegliara e vero e proprio gestore degli smerci in Valpolicella e nella bassa veronese, dove orientava maggiormente i suoi illeciti interessi).

L’unico italiano

L’unico italiano, Stefano Sevignani del ’76, è stato ristretto ai domiciliari per il reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione della bolzanina G.P., nell’abitazione presa in affitto dal quarantenne trentino. A lui sarebbe spettato il compito di rassettare gli angusti ambienti interni per agevolare gli incontri intimi della donna. Ovviamente a lui sarebbe andata una percentuale per il “disturbo”, consistito anche nell’accompagnare la prostituta dalla strada a casa e viceversa, a seconda delle migliori condizioni del “mercato”.