Evade dai domiciliari, arrestato. Quando è stato fermato dalle forze dell’ordine, l’uomo, ha mentito ed è stato portato in carcere per non aver osservato la misura a lui riservata.

L’arresto

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Peschiera del Garda hanno tratto in arresto Z. E., cittadino albanese, classe ’84, per il reato di evasione dagli arresti domiciliari ai quali era stato sottoposto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Un volto noto

Nel corso della notte, i carabinieri, mentre stavano svolgendo un servizio di pattuglia finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati, hanno notato un veicolo sospetto. A bordo dell’automezzo gli operanti hanno riconosciuto il conducente nella persona di Z. E., già noto perché sottoposto al regime degli arresti domiciliari e abitualmente controllato nella sua abitazione sita a Valeggio sul Mincio. Al suo fianco era presente anche la sua ragazza, identificata in F. D. R., rumena, classe 1994.

False giustificazioni

I militari hanno contestato a Z. E. la sua presenza fuori dal luogo di detenzione, il quale ha tentato di giustificarsi affermando che si era recato nel comune di Desenzano del Garda, nella località Rivoltella, a suo dire per prelevare la propria fidanzata dal luogo di lavoro per rientrare a casa insieme.

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Considerata la palese falsità delle giustificazioni addotte dall’uomo, il soggetto è stato quindi accompagnato in caserma per ulteriori accertamenti, in seguito ai quali è stato appurato che Z. E. risultava sottoposto al regime degli arresti domiciliari con l’autorizzazione ad allontanarsi dal proprio domicilio dalle 16 a mezzanotte e mezza per dargli la possibilità di recarsi a svolgere la propria attività lavorativa.

In carcere

In realtà, l’uomo, in barba all’autorizzazione, era in giro oltre l’orario consentito e senza il motivo per il quale possa uscire. Per tale motivo Z. E. è stato tratto in arresto in flagranza del reato di evasione e, a seguito di giudizio direttissimo, è stato condannato a dieci mesi di reclusione in carcere.